La nuova rilevazione fotografa un riequilibrio tra gli schieramenti. Fratelli d’Italia e Lega guadagnano consensi.
Il vantaggio del centrosinistra torna a ridursi e il confronto con il centrodestra si fa nuovamente serrato. È quanto emerge dall’ultima rilevazione di Termometro Politico, che mette in luce una dinamica interessante soprattutto nell’area della maggioranza: mentre Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega migliorano i propri risultati, Futuro nazionale di Roberto Vannacci registra una nuova battuta d’arresto. Sul fronte opposto, le variazioni sono più limitate, con il Partito democratico in recupero e il Movimento 5 Stelle in lieve calo.
Il dato più rilevante riguarda Fratelli d’Italia, che raggiunge il 28,1%, guadagnando 0,3 punti percentuali rispetto alla settimana precedente. Per la formazione guidata da Giorgia Meloni si tratta del risultato più alto tra le ultime quattro rilevazioni settimanali. Il partito consolida così la propria posizione di prima forza politica e supera nuovamente la soglia del 28%, confermando una fase favorevole sul piano dei consensi. Resta da capire se questa tendenza proseguirà anche nelle prossime settimane, soprattutto alla luce del confronto sulla legge di bilancio e delle possibili ripercussioni del dibattito sugli aiuti all’Ucraina.
A cambiare gli equilibri nell’area di centrodestra è soprattutto il risultato di Futuro nazionale. Il movimento di Roberto Vannacci scende al 7,1%, perdendo quattro decimi in una settimana. Una flessione che consente a Forza Italia di effettuare il sorpasso: gli azzurri salgono infatti al 7,5%, con un incremento di due decimi. Il partito di Antonio Tajani torna così davanti alla formazione dell’ex generale, in una competizione che potrebbe avere conseguenze sugli equilibri interni dell’area conservatrice.
Anche la Lega mostra segnali di ripresa. La formazione di Matteo Salvini raggiunge il 5,6%, aumentando il proprio consenso di due decimi. Si tratta della crescita settimanale più significativa registrata dal partito nell’ultimo mese. Il dato assume particolare rilievo se confrontato con quello di Futuro nazionale: il divario tra le due forze si è ridotto a un punto e mezzo, dopo una contrazione di sei decimi in una sola settimana. Un elemento da osservare nelle prossime rilevazioni, soprattutto per valutare se la Lega riuscirà a recuperare ulteriormente terreno. Noi moderati, infine, rimane all’1%.
Nel campo progressista, il quadro appare più stabile, ma non mancano segnali da interpretare. Il Partito democratico guadagna due decimi e si porta al 20,8%. Il recupero è parziale rispetto al 21,1% registrato due settimane prima, ma permette alla formazione di Elly Schlein di interrompere la flessione precedente. Il Pd continua a muoversi intorno a una fascia di consenso compresa tra il 20 e il 21%, senza riuscire ancora a compiere un salto significativo. Il distacco da Fratelli d’Italia è ora di 7,3 punti percentuali.
Il Movimento 5 Stelle perde invece due decimi e scende al 12,5%. Il partito guidato da Giuseppe Conte torna così su livelli già osservati due settimane fa. Anche in questo caso, le oscillazioni sembrano contenute entro un intervallo relativamente ristretto, quello tra il 12 e il 13%. La distanza tra i due principali partiti del campo progressista rimane quindi ampia, con il Pd nettamente avanti rispetto ai pentastellati.
Tra le altre forze dell’opposizione, Alleanza Verdi e Sinistra si attesta al 6,3%, con una perdita di un decimo. Italia Viva arretra al 2,4%, mentre +Europa resta stabile all’1,6%. Azione di Carlo Calenda, che si colloca fuori dalle coalizioni, guadagna invece un decimo e raggiunge il 2,9%.
Al di là delle singole percentuali, la rilevazione evidenzia un elemento politico centrale: la crescita dei principali partiti della maggioranza coincide con la frenata della formazione di Vannacci. Non è possibile stabilire sulla sola base di questi dati se vi sia un effettivo trasferimento diretto di elettori da un partito all’altro, ma la contemporaneità delle variazioni rende il fenomeno particolarmente significativo da seguire.
Per il centrosinistra, la sfida resta quella di trasformare la tenuta elettorale delle proprie componenti in una proposta politica comune. Il confronto tra Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra potrebbe entrare in una fase più concreta con la definizione di un programma condiviso e con la discussione sulle modalità di scelta del candidato alla guida della coalizione. Tra le ipotesi considerate figurano anche le primarie, con un possibile appuntamento a febbraio.
Il quadro che emerge è dunque quello di una competizione ancora aperta. Fratelli d’Italia rafforza la propria leadership, Forza Italia supera Futuro nazionale e la Lega prova a ridurre il divario. Nel frattempo, il Pd recupera solo in parte e il Movimento 5 Stelle perde terreno. Le prossime rilevazioni diranno se si tratta di oscillazioni temporanee oppure dell’inizio di un cambiamento più duraturo negli equilibri politici italiani.



