Pesca, arriva la svolta sugli aiuti al reddito: cosa cambia

La FLAI CGIL guarda alle novità della manovra e chiede di accelerare le procedure per garantire tutele concrete al comparto ittico.

Roma – La FLAI CGIL accoglie con interesse le disposizioni delineate nella prossima legge di bilancio in merito all’opportunità, per il settore della pesca, di dotarsi finalmente di un sistema organico di sostegno al reddito attraverso l’adesione alle prestazioni della Gestione delle prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti istituita presso l’INPS.

“Si tratta di un passaggio rilevante, che intercetta una rivendicazione storica della nostra organizzazione” commenta Antonio Puccillo capo dipartimento pesca della FLAI CGIL.

Da sempre, infatti, il sindacato dell’agroindustria ha considerato la CISOA inadeguata per le lavoratrici e i lavoratori della pesca, trattandosi di uno strumento nato espressamente per il settore agricolo. Pur garantendo il proprio contributo al CISOA, la FLAI CGIL ha promosso e condiviso negli anni proposte alternative orientate a istituire un fondo unico di settore come quella avanzata nel 2017 dall’Onorevole Gessica Rostellato con il fondo FOSPE, basata sulla ferma convinzione che il lavoro marittimo richieda strumenti specifici, calibrati sulle proprie peculiarità operative e produttive.

“In attesa del varo definitivo della manovra economica, è indispensabile accelerare l’iter per rendere tale opportunità concretamente fruibile intervenendo sulla definizione delle causali che danno accesso al trattamento” continua il capo dipartimento Puccillo che rimarca la necessità di: “instaurare un canale di confronto costante con il Comitato amministratore della Gestione prestazioni temporanee dell’INPS, condividendo ogni elemento conoscitivo utile a comprendere a pieno la natura del lavoro a bordo e le specificità del comparto ittico”.

Tra i nodi tecnici ancora da sciogliere emerge l’individuazione della media delle retribuzioni su cui calcolare l’indennità dell’80% destinata ai lavoratori nei giorni di fermo o inattività visto il sistema della retribuzione presente nel settore che può variare nell’arco dei mesi. Criticità rimaste irrisolte sin dall’introduzione della CISOA Pesca con la legge di bilancio 2022 — che modificò l’articolo 8 della legge 457 del 1972 — e successivamente richiamate anche dalla legge 70 del 7 maggio 2026.

“Siamo disponibili a collaborare su questi tavoli per dare al settore gli ammortizzatori sociali attesi da anni” ribadisce Antonio Puccillo che, al contempo, conferma che “non abbasserà la guardia sulle altre emergenze aperte”.

Resta, infatti, prioritaria la battaglia per la piena applicazione del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08), per il riconoscimento del lavoro marittimo quale attività usurante e per una revisione organica delle tabelle delle malattie professionali, oggi riconosciute soltanto dopo un iter lungo e tortuoso.