Il sindacato esprime “il più profondo sdegno e la più ferma condanna per la violenta guerriglia urbana scatenatasi a Torino”.
Torino – La Confederazione Sindacale SINALP (Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori e Pensionati) esprime “il più profondo sdegno e la più ferma condanna per la violenta guerriglia urbana scatenatasi a Torino. Quello che doveva essere lo sgombero legittimo di uno stabile occupato illegalmente da anni, l’Askatasuna, è stato trasformato in un pretesto inaccettabile per lanciare continui e deliberati attacchi allo Stato ed all’attuale Governo democraticamente eletto”.
“La città di Torino è teatro di scontri e devastazioni, le immagini che giungono attraverso i media ed il web sono inequivocabili,un’orda organizzata ed a volto coperto, ha aggredito le forze dell’ordine con calci, pugni e oggetti contundenti. Al momento si contano almeno 15 agenti feriti in questa specifica operazione, un bilancio drammatico che si somma ai 31 feriti complessivi degli ultimi giorni. La violenza non ha risparmiato nessuno, colpiti giornalisti nell’esercizio del loro lavoro e cittadini inermi che hanno subito danni e disagi”.
“Questa non è protesta, non è dissenso, è violenza organizzata contro lo Stato. Simbolo di questa barbarie è l’aggressione subita dall’agente di poliziaAlessandro Calista, giovane di 29 anni, marito e padre. Alessandro, in forza al Reparto Mobile di Padova, è stato vittima di un vero e proprio tentato linciaggio. Solo, accerchiato da sei o sette ‘animali’ esaltati, colpito con un martello alla coscia e puntato da laser verdi come un bersaglio di caccia, ha dovuto strisciare sull’asfalto senza casco per difendere la propria vita. Questi ‘animali’ ideologizzati e violenti quando colpiscono un uomo a terra, indifeso, non vedono una divisa, ma un uomo da annientare, e diventa un affronto alla nostra democrazia e alla nostra sicurezza”, dichiara il segretario Sinalp SiciliaAndrea Monteleone.
“Il SINALP fa proprie le parole strazianti delle madri e delle mogli dei nostri agenti. Dietro ogni turno di questi ragazzi, ci sono notti insonni e il terrore di una telefonata dal pronto soccorso. Come scriveva profeticamente Oriana Fallaci, è la ‘qualità’ a muovere il mondo verso la democrazia e la civiltà, mentre la mediocrità, l’incapacità e l’arroganza del politicamente corretto negano il merito e giustificano la massa violenta e scellerata. Oggi assistiamo a un’inversione pericolosa, un delinquente è sempre tutelato da un vergognoso garantismo ideologico, mentre il servitore dello Stato viene inibito o inquisito per aver fatto il proprio lavoro. Questo genere di violenza e di aggressione è cresciuta negli ultimi 20 anni circa perché è stata politicamente tollerata, cullata e mediaticamente minimizzata”.
Il SINALP rileva con amarezza l’assenza di prese di posizione univoche da parte delle forze politiche di sinistra istituzionali, spesso troppo impegnate a distinguere tra “diritto alla protesta” e “atti di violenza” piuttosto che condannare senza riserve chi spacca il cranio a un poliziotto. La libertà non nasce dall’occupazione abusiva di edifici e la democrazia non convive con la violenza. Lo Stato non può e non deve arretrare davanti a chi vuole imporre la dittatura delle proprie idee con la forza.
Il SINALP chiede con urgenza un aumento severo delle pene per reati contro le forze dell’ordine, specialmente quando commessi dal “branco”. La magistratura deve garantire certezza della pena immediata per chi aggredisce un uomo in divisa, e tutti i responsabili devono essere identificati e chiamati a rispondere penalmente e civilmente dei danni causati alla città e ai cittadini, senza alcuna scusante per presunti disagi sociali.
“L’illegalità non può diventare normalità. Tutti i lavoratori e i dirigenti del SINALP non indietreggeranno di un millimetro siamo e saremo sempre al fianco di Alessandro, dei suoi colleghi feriti e di tutti i ragazzi che onorano il giuramento prestato all’Italia. Difendere la legalità non è una provocazione, è un dovere”.
