Il ventunenne è deceduto per intossicazione letale a bordo dello yacht dove lavorava. L’agonia sarebbe durata diverse ore.
Olbia – Giovanni Marchionni, il giovane skipper di Bacoli deceduto l’8 agosto 2025 a bordo di uno yacht attraccato nella Marina di Portisco a Olbia, è morto per grave ipossia provocata dall’inalazione di acido solfidrico. Lo confermano i risultati dell’esame autoptico, che avvalorano le ipotesi emerse nei giorni scorsi riguardo alle conclusioni del consulente tecnico della Procura di Tempio Pausania, Francesco Serra.
Gli accertamenti medico-legali hanno rilevato la presenza di quantità significative di metaboliti dell’acido solfidrico sia nel sangue che nelle urine del ventunenne, oltre a evidenti segni di danno ipossico ai polmoni. Un elemento cruciale emerso dall’autopsia riguarda la tempistica: il processo che ha portato alla morte non è stato immediato, ma si è protratto nel tempo. Secondo le ricostruzioni del perito, l’agonia di Giovanni si sarebbe consumata nell’arco delle ore comprese tra le 22:04 del 7 agosto e le 9:28 del giorno successivo.