SINALP e AVO: tutele lavorative per le donne vittime di violenza

Le associazioni sollecitano Governo, Parlamento e Regione a calendarizzare il disegno di legge garantendo un’autonomia economica.

Palermo – La Rete Zeromolestie SINALP con l’Associazione Volontari Ospedalieri AVO Palermo, e la Conf. Sindacale SINALP Sicilia, in linea con i principi statutari di tutela del lavoro dignitoso e di contrasto ad ogni forma di discriminazione e violenza, presentano e sollecitano la discussione e l’approvazione della proposta del disegno di legge presentato alle istituzioni, volto a potenziare gli strumenti di reinserimento sociale ed economico delle donne che hanno subito violenza di genere.

La violenza di genere è una piaga sociale che non si esaurisce nell’atto fisico o psicologico, ma si protrae nel tempo attraverso la grave compromissione dell’autonomia economica e della capacità lavorativa della vittima, che diventa prigioniera di un circuito di protezione senza più alcuna opportunità vera di reinserimento nella nostra società. L’indipendenza economica è, infatti, la condizione imprescindibile per l’uscita definitiva dal ciclo della violenza ed il reinserimento nella società civile.

Attualmente, il nostro ordinamento riconosce tutele, come il congedo retribuito, Art. 24, D. Lgs. n. 80/2015, ma non garantisce un accesso privilegiato e strutturale al mondo del lavoro che sia proporzionato al trauma subito e alle conseguenti difficoltà nel reinserimento. Per quanto esposto e motivato si propone l’inserimento delle donne vittime di violenza di genere, certificate secondo i criteri stabiliti dalla normativa vigente (es. verbale di polizia, denuncia, provvedimento giudiziario, certificazione dei centri antiviolenza), tra le categorie beneficiarie della Legge n. 68/1999, attraverso un’apposita sezione speciale negli elenchi del collocamento mirato.

La proposta rispetta la ratio dell’attuale normativa sulle categorie protette, che già prevede la tutela della fragilità. L’inserimento è giustificato dalla grave compromissione della capacità lavorativa e di inserimento sociale dovuta al trauma subito (stress post-traumatico, disturbi psicologici), assimilabile, per effetti, alle condizioni tutelate dall’Art. 1 della Legge 68/99. L’istituto della riserva di posti (L. 68/99) si applica a soggetti che necessitano di strumenti di collocamento mirato per superare lo svantaggio competitivo nel mercato del lavoro.

Le vittime di violenza, spesso costrette a trasferirsi e a interrompere o cambiare drasticamente la propria carriera, rientrano pienamente in tale necessità. Quindi riteniamo, in qualità di promotori, che l’approvazione di questo DDL garantirà l’accesso a un sistema di assunzione obbligatoria e/o incentivata da parte delle aziende, sbloccando l’autonomia economica delle vittime.

Diventa un segnale chiaro che lo Stato si fa carico delle conseguenze economiche della violenza, rendendo l’uscita dalla relazione abusante una scelta concretamente praticabile, ottenendo il pieno reinserimento sociale, oltre alla tutela fisica, ed alla ricostruzione di una vita sociale e professionale dignitosa. La Rete Zeromolestie SINALP chiede l’immediata calendarizzazione e discussione di questo disegno di legge al fine di trasformare una giusta istanza sociale in una concreta opportunità di lavoro e dignità per migliaia di donne.