“Serve una verifica sui suoi gioielli”: nei guai per la truffa del finto carabiniere

Si era spacciato per un militare dell’Arma e si era fatto consegnare oro e orologi per 30mila euro: arrestato.

Siena Una telefonata, una voce rassicurante che si spaccia per un maresciallo dei carabinieri e, in pochi minuti, il salvadanaio di una vita che finisce in mano a un balordo. È successo la mattina del 9 luglio nel cuore di Siena, dove una giovane donna è caduta nella rete del cosiddetto “finto carabiniere”, il raggiro più odioso e collaudato che colpisce ogni giorno gli italiani. A rovinare i piani della banda ci hanno però pensato i veri militari del Nucleo Investigativo, che hanno intercettato e arrestato per truffa aggravata un italiano di 30 anni, già noto alle forze dell’ordine, restituendo alla vittima l’intero bottino.

Il copione è sempre lo stesso, subdolo e spietato. La donna viene contattata al telefono da un uomo che si presenta come un appartenente all’Arma. Con tono grave le annuncia che c’è un “problema tecnico”: serve una “verifica” urgente sui gioielli custoditi in casa, per escludere che siano di provenienza furtiva. È la trappola perfetta per disorientare la vittima, guadagnarne la fiducia e spingerla ad abbassare la guardia.

Poco dopo, al citofono si presenta un complice, pronto a ritirare i preziosi con la scusa dei controlli. La giovane, ormai convinta di collaborare con le forze dell’ordine, gli consegna monili d’oro e diversi orologi di lusso, per un valore complessivo di circa 30mila euro. Il malvivente afferra il bottino e sparisce, credendo di averla fatta franca.

Ma questa volta il finale è diverso. I veri carabinieri del Nucleo Investigativo, sulle tracce del sospettato, lo bloccano prima che possa dileguarsi. Il 30enne viene trovato con addosso l’intera refurtiva, di cui non sa giustificare la provenienza: per lui scattano le manette. Tutti i beni vengono recuperati e riconsegnati alla proprietaria, che tira un sospiro di sollievo.

L’operazione si inserisce nell’attività di prevenzione contro le truffe portata avanti dall’Arma insieme alla Prefettura di Siena. E il Comando provinciale torna a lanciare l’allarme con poche, semplici regole. Nessun vero carabiniere chiede mai denaro, oro o gioielli, né per verifiche né per finte “cauzioni”. Diffidate della fretta e della pressione psicologica: i truffatori creano un falso senso d’urgenza per non farvi ragionare. Occhio a tesserini mostrati di sfuggita e uniformi approssimative. La regola d’oro resta una sola: non aprire mai la porta agli sconosciuti e, al primo dubbio, comporre subito il 112.