Sedicenne colpito alla testa con un’accetta

L’aggressione è stata ripresa in un video. La vittima sarebbe stata accerchiata da un gruppo di coetanei.

Perugia – La Procura dei minori di Perugia si sta occupando del grave episodio di violenza avvenuto mercoledì pomeriggio nei pressi della stazione ferroviaria di Bastia Umbra, dove un ragazzo di 16 anni è stato colpito alla testa con un’accetta durante uno scontro tra gruppi di adolescenti. I familiari della vittima hanno presentato un esposto formale attraverso l’avvocato Sasha Soli, che ha evidenziato come l’accaduto potrebbe essere collegato a un procedimento giudiziario già in corso che coinvolge due dei ragazzi protagonisti della rissa.

Il sedicenne aggredito ha riportato lesioni tali da richiedere il ricovero ospedaliero con una prognosi di trenta giorni e il sospetto di una frattura cranica. Solo nella giornata di ieri ha potuto lasciare la struttura sanitaria. Le conseguenze dell’attacco sarebbero potute essere ancora più gravi senza la protezione offerta dal casco che indossava.

Un automobilista di passaggio ha documentato con il cellulare parte della sequenza violenta. Nel filmato si osservano due giovani a bordo di uno scooter accerchiati da un gruppo di coetanei. Durante il tumulto, uno degli aggressori estrae un’accetta e la scaglia contro uno dei due ragazzi sul motorino, con l’impatto parzialmente assorbito dal casco protettivo. Quando i due riescono a divincolarsi e allontanarsi, l’arma viene lanciata contro il veicolo in corsa, finendo poi sull’asfalto.

Secondo la ricostruzione investigativa, il colpo più violento potrebbe essere stato sferrato in un momento precedente alla registrazione video, in una fase caotica dello scontro in cui risulta difficile stabilire chi abbia dato inizio alle ostilità. La dinamica esatta di questa prima fase resta ancora da chiarire completamente.

I genitori del ragazzo ferito, assistiti dal loro legale, hanno formalizzato una denuncia nei confronti di un coetaneo di origini albanesi e dei suoi genitori, accusandoli tra l’altro di aver proferito minacce di morte nei confronti della vittima.

All’origine della violenza ci sarebbe un contrasto pregresso tra i due adolescenti, sfociato in un procedimento giudiziario conclusosi pochi giorni prima dell’aggressione. Secondo alcune testimonianze raccolte, non si sarebbe trattato di uno scontro improvvisato ma di una vera e propria spedizione punitiva, con l’aggressore che si sarebbe presentato sul posto già munito dell’arma.

Gli inquirenti stanno ora ricostruendo minuziosamente ogni fase dell’accaduto, raccogliendo testimonianze e analizzando il materiale video disponibile per accertare responsabilità individuali e chiarire l’intera sequenza degli eventi che hanno portato al grave ferimento del minore.