Pare che sia l’ufficio il luogo più ambìto per tradire mogli e mariti. Quando ci si sente soli in famiglia ogni tentazione può diventare l’inizio di un’altra storia sentimentale.
Quando l’ufficio diventa un’alcova…Il tempo dedicato al lavoro assorbe gran parte delle nostre energie, al punto che si passa più tempo in ufficio che tra le mura domestiche. Trascorrendo tanto tempo coi colleghi può capitare che si risveglino emozioni sopite per cui è facile cadere in tentazioni e si inizia a flirtare. Tra cene aziendali, sguardi furtivi e ammiccanti, riunioni di lavoro e quattro chiacchiere scambiate davanti ai distributori automatici di caffè e bevande, onnipresenti in tutti i luoghi di lavoro.
Così flirta oggi, flirta domani si finisce a letto. Perché, come recita un antico motto popolare, “l’occasione fa l’uomo ladro”. Mettere le “corna” trova il suo humus fertile tra le stanze dei luoghi di lavoro. L’origine dell’indice e mignolo in alto risale al Mito del Minotauro. Secondo la leggenda greca Poseidone, dio dei mari, delle tempeste, dei terremoti e dei cavalli per punire il re Minosse, fece innamorare sua moglie Pasifae di un toro. Il popolo di Creta, per sbeffeggiare il re tradito, iniziò a mostrare il gesto delle corna al suo passaggio.
Un’altra versione storica attribuisce l’espressione al bizantino Andronico, che puniva i suoi avversari politici seducendo le loro mogli e appendendo corna fuori dalle loro case. Perché in ufficio si trasgredisce? Non perché sia un luogo suggestivo e seducente, quanto per la presenza di alcuni ingredienti che combinati formano una miscela esplosiva: opportunità, prossimità, fiducia e affinità. Ad avvallare quest’ipotesi è stato il “Journal of Marriage and Family” (JMF), una delle più autorevoli riviste accademiche internazionali nel campo degli studi sulla famiglia.
Poiché sul lavoro ci sono più occasioni di interagire con l’altro sesso, maggiori sono le probabilità di instaurare una relazione. Per i maschi più colleghe donne ci sono, maggiori sono le probabilità di “mettere le corna” al proprio partner. In un certo senso la promiscuità dei luoghi di lavoro ha reso più facile investire energie per tradire.
Nel Belpaese i dati sull’argomento sono scaturiti dall’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani (AMI), secondo cui il 60% dei tradimenti avvengono in ufficio. Per la cronaca non si tratta di uno studio scientifico, ma di una rilevazione di un’associazione professionale, quindi da prendere con le molle. La tendenza, con percentuali diverse, è consolidata un po’ dappertutto. Nel Regno Unito, un sondaggio ha rivelato che l’85% dei rapporti extraconiugali vede l’alba sul luogo di lavoro.

Considerando che il lavoro attira le nostre maggiori e migliore energie, tempo e partecipazione, non si può essere sorpresi dai dati. Se tutte la nostra vita la trascorriamo in ufficio, è lì che succede tutto e il suo contrario. Il fatto è che passandovi tanto tempo, quando si ritorna a casa, comunque stanchi, si ha poca voglia di parlare col proprio partner.
Ci si lascia andare anche perché assillati dalle incombenze quotidiane, mutuo o affitti, bollette, spese scolastiche per i figli. Al lavoro capita un momento di debolezza per cui ci si sente più ascoltati che a casa e succede il patatrac. Basta questo per dare valore ad una conversazione che di suo, forse, non ne ha. Poi capita che si stia attraversando un periodo di crisi, si parla poco in casa e si avrebbe bisogno di distrarsi.
Quando si è in queste condizioni, basta che una persona volga il capo verso chi parla per ascoltare ciò che si dice e sembra di essere di fronte ad un soggetto empatico e disponibile. Ed è lì che inizia un’altra storia…