Le verifiche della Digos coinvolgono 23 città: a Bologna identificate 300 persone, mentre a Torino denunciati in 12.
Roma – La giornata di venerdì 30 ottobre, coincisa con lo sciopero generale proclamato dall’Usb, ha portato in piazza migliaia di persone in oltre sessanta città italiane. La maggior parte dei cortei si è svolta senza problemi, ma in serata non sono mancati momenti di tensione, soprattutto a Roma e Torino, dove sono state lanciate bottiglie contro le forze dell’ordine e si è reso necessario l’intervento con cariche e idranti.
Le manifestazioni sono arrivate dopo gli episodi di violenza registrati nelle scorse settimane, compresi quelli del 17 ottobre a Milano. Proprio in questo contesto sono scattate 60 perquisizioni in 23 città, coordinate dalla Digos e dalla polizia postale. Nel mirino persone sospettate di aver utilizzato chat e social network per incitare ad azioni violente durante i cortei.
Le verifiche hanno interessato anche Firenze, dove sono stati perquisiti tre cittadini italiani maggiorenni. A Cagliari, invece, gli investigatori stanno esaminando conversazioni online e piattaforme social. Al vaglio della Digos ci sarebbero le posizioni di due giovani.
Pesante il bilancio dei feriti tra le forze dell’ordine: undici poliziotti e due carabinieri hanno riportato lesioni durante le manifestazioni. A riferirlo è stato Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, sottolineando che uno degli agenti, in servizio a Mestre, ha riportato una frattura scomposta alla mano e dovrà essere operato. Sei poliziotti sono rimasti feriti proprio a Mestre, quattro a Vicenza e uno a Torino, dove hanno avuto bisogno di cure anche due carabinieri.
Secondo Pianese, gli episodi seguirebbero uno schema ormai ricorrente: gruppi di persone si staccano dai cortei e si muovono in piccoli nuclei, cercando di mettere sotto pressione i dispositivi di sicurezza in più punti. A Roma sarebbe stato tentato un avvicinamento al Parlamento, mentre a Torino gli scontri hanno riguardato la zona della Prefettura. Il sindacalista ha riconosciuto il lavoro delle forze dell’ordine nel contenere le situazioni più difficili e ha chiesto che i responsabili vengano identificati e perseguiti.
Intanto, dopo una giornata di piazza tutt’altro che tranquilla, arrivano i primi provvedimenti. A Bologna sono state identificate circa 300 persone e la Questura ha confermato anche un fermo preventivo, disposto sulla base delle nuove norme in materia di sicurezza pubblica. La Digos sta proseguendo gli accertamenti per verificare eventuali responsabilità.
A Torino, invece, sono scattate dodici denunce. Le contestazioni comprendono l’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, il travisamento, la resistenza e le lesioni a pubblico ufficiale. Complessivamente sono state identificate 256 persone, undici delle quali accompagnate negli uffici della Questura. I controlli hanno coinvolto polizia di Stato, Guardia di Finanza e carabinieri.
Anche a Firenze sono arrivate dieci denunce, ma in questo caso per fatti legati a un corteo precedente, quello del 24 ottobre. La manifestazione, partita da piazza Santa Maria Novella, si era conclusa con l’occupazione dei binari del tram. Le persone individuate dalla Digos dovranno rispondere dell’ipotesi di interruzione di pubblico servizio.


