Lo ha deliberato il Cdm su proposta del ministro Piantedosi. Dopo le mancate elezioni comunali del 2014, l’insediamento della Commissione d’accesso antimafia.
Reggio Calabria – Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’interno Matteo Piantedosi, “in considerazione degli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata che compromettono il buon andamento dell’azione amministrativa”, ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di San Luca e l’affidamento per la durata di diciotto mesi della gestione dell’ente ad una Commissione straordinaria. Il Comune del Reggino era già commissariato dopo che alle elezioni del giugno dello scorso anno non si era presentato alcun candidato a sindaco. Il primo cittadino uscente, Bruno Bartolo, che era stato eletto nel 2019 dopo un periodo in cui il Comune era stato commissariato anche in quel caso per infiltrazioni mafiose, aveva deciso di non riproporre la propria candidatura. Il terzo scioglimento in 25 anni per mafia è arrivato la settimana scorsa.
“Nessun condizionamento, né pressioni da parte della ‘ndrangheta”, aveva affermato Bartolo per spiegare i motivi della sua decisione. “La verità – aveva aggiunto il primo cittadino uscente – é che le istituzioni hanno abbandonato il Comune ed hanno abbandonato, in particolare, me. Non ha avuto seguito, in sostanza, la promessa fatta dall’allora prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari, secondo la quale lo Stato ci sarebbe stato vicino, invitando a candidarci. Ma così non é stato”. “Facciamo un passo avanti e cinquanta indietro – aveva detto ancora Bartolo – serve investire di più sulla scuola. San Luca ha bisogno di una scuola forte, che istruisca ed educhi i bambini, coinvolgendo le famiglie. Non è detto che tra sei mesi o un anno non cambiamo idea, ma con l’impegno preciso da parte delle istituzioni che devono esserci più vicine. E se davvero dei giovani si faranno avanti”.
Qualche settimana dopo le mancate elezioni comunali del 2014, si insediò la Commissione d’accesso antimafia, disposta dal ministro Piantedosi, su proposta del prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro. A conclusione dell’attività di controllo la commissione presentò una relazione con la proposta di scioglimento del Comune – noto per essere stato al centro di numerosi fatti di ‘ndrangheta, compresa la famigerata strage di Duisburg – per presunti condizionamenti da parte della criminalità organizzata. Proposta che il Consiglio dei ministri nei giorni scorsi ha accolto. Il prossimo appuntamento elettorale potrebbe arrivare nell’autunno del 2026, oppure nella primavera del 2027. Intanto, come se non bastasse, la prefettura di Reggio Calabria nelle scorse settimane ha sciolto il consiglio di amministrazione della “Fondazione Corrado Alvaro”, nominando commissario l’ex presidente della Corte d’appello del capoluogo reggino Luciano Gerardis.