UGL Salute Puglia denuncia una gestione carente delle ASL e avverte sul rischio concreto di nuove tasse e ricadute dirette sui cittadini.
Roma – In merito alle allarmanti notizie relative al deficit della sanità regionale, con un buco delle Aziende Sanitarie Locali pugliesi che sembra assestarsi verso la spaventosa quota di 360 milioni di euro e il concreto rischio di un aumento della pressione fiscale, interviene la UGL Salute Puglia esprimendo totale disappunto.
“È inaccettabile che a pagare il conto di una gestione deficitaria debbano essere, ancora una volta, i cittadini,” dichiarano congiuntamente Alessandro Galizia, Dirigente Regionale UGL Salute Puglia, e Giuseppe Mesto, Segretario Regionale.
“I dati emersi su questo profondo buco milionario – commenta Alessandro Galizia – certificano una amministrazione carente che non può e non deve passare inosservata. È impensabile che le inefficienze gestionali, la mancanza di programmazione e gli sprechi delle ASL si traducano nell’ennesima stangata per le famiglie pugliesi. I cittadini hanno già subito fin troppo i disservizi di un sistema sanitario che arranca tra liste d’attesa infinite e carenze strutturali; non possono ora accollarsi anche i debiti creati da chi avrebbe dovuto amministrare la sanità con oculatezza”.
Sulla stessa linea il Segretario Regionale, Giuseppe Mesto: “Se questo deficit dovesse essere coperto mettendo le mani nelle tasche dei pugliesi attraverso nuove tasse o addizionali, ci troveremmo di fronte a una vera e propria ingiustizia sociale. La salute è un diritto e le risorse ad essa destinate devono essere gestite con la massima trasparenza. Chiediamo un netto cambio di rotta e un’operazione verità: chi ha sbagliato nella gestione delle risorse pubbliche deve assumersene la responsabilità. I lavoratori e i pensionati pugliesi non sono un bancomat da cui prelevare per ripianare i buchi di bilancio”.
La UGL Salute Puglia chiede pertanto alla Giunta Regionale un intervento immediato e risolutivo: si proceda a un controllo rigoroso della spesa per eliminare le inefficienze, senza gravare economicamente sui cittadini e senza tagliare ulteriormente l’erogazione dei servizi assistenziali, che vanno invece tutelati e potenziati.