Accusa del sindacato contro l’intramoenia e le lunghe attese: rischio concreto di un sistema sanitario sempre più ingiusto.
Palermo – L’Organizzazione Sindacale SINALP Sicilia, unitamente alla Rete Zeromolestie SINALP e alle associazioni impegnate nella tutela dei diritti dei cittadini, esprime la più ferma e netta denuncia rispetto al progressivo smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, oggi ulteriormente aggravato da un uso distorto e degenerato del sistema dell’intramoenia introdotta dalla riforma Bindi-bis con D.Lgs. n. 229/1999, come se già non bastava la prima riforma, sempre della Bindi, che aveva già dato una spallata mortale al SSN con la regionalizzazione della sanità.
Quello che nasceva come uno strumento eccezionale per ridurre le liste d’attesa si è trasformato, nei fatti, in un meccanismo strutturale di privatizzazione interna, che genera diseguaglianze intollerabili tra cittadini e conseguenziali liste d’attesa insostenibili e vergognose.
Oggi assistiamo a una realtà inaccettabile, chi può pagare accede rapidamente alle cure mentre chi non può permetterselo resta bloccato per mesi o anni nelle liste d’attesa, e a causa di questo sistema distorto, migliaia di cittadini rinunciano alle cure per motivi economici.
Il modello di gestione che ne è generato sulla salute dei cittadini e sul diritto alla cura è in aperta violazione dell’art. 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, e dell’art. 3, che sancisce il principio di uguaglianza. Il sistema intramoenia, anziché ridurre le liste d’attesa, ha prodotto effetti opposti.
Ha sottratto risorse e tempo all’attività istituzionale, ha dato il via ad interessi economici nel mantenere lunghe liste d’attesa, ed ha creato corsie preferenziali a pagamento anche dentro strutture pubbliche.
L’introduzione di modelli estremi come la cosiddetta “super-intramoenia”, già sperimentata in alcune regioni, rappresenta un ulteriore salto verso una sanità a doppio binario, pubblica per chi non può pagare caratterizzata dalla lentezza operativa cronica e sempre più inefficiente, in contrapposizione a quella privata rapida ed efficiente per chi può permetterselo.
Le attuali liste d’attesa non sono un problema tecnico, ma una precisa conseguenza politica e organizzativa, determinata da anni di sottofinanziamento della sanità pubblica, da carenza cronica di personale sanitario per errate politiche di reclutamento e formazione del personale, migrazione di medici e infermieri verso il privato o peggio l’estero, e per ultimo attuazione disomogenea e inefficace del PNRR salute.
Il risultato di queste dinamiche politiche è sotto gli occhi di tutti, dando vita ad un sistema pubblico incapace di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) nei tempi previsti dalla legge. Inoltre l’aver incentivato la proliferazione dei fondi sanitari integrativi e delle assicurazioni con convenzioni pubblico-privato ha trasformato il diritto alla salute in un servizio condizionato dalla capacità economica del cittadino.
Questa strategia politica messa in atto con riforme truffa e vergognose della sanità, ha ottenuto una deriva gravissima che svuota la funzione del Servizio Sanitario Nazionale, nato con la Legge n. 833/1978 per garantire universalità, equità e accesso alle cure, SSN invidiato da tutti e che ha permesso al popolo italiano di essere annoverato tra i più longevi al mondo.
Non è più accettabile scaricare sui cittadini inefficienze strutturali.
Non è più accettabile giustificare le liste d’attesa con carenze organizzative.
Non è più accettabile tollerare modelli operativi che favoriscono chi paga a discapito dei più fragili.
La sanità pubblica deve tornare ad essere eccellenza e priorità assoluta, sia negli investimenti che nelle scelte politiche.
Il Segr. SINALP Dr. Andrea Monteleone chiede con forza la riduzione reale delle liste d’attesa, attraverso il potenziamento dell’attività istituzionale e non tramite la “truffa” dell’uso distorto dell’intramoenia.
Chiede l’assunzione straordinaria di personale sanitario bandendo i relativi concorsi pubblici. Bisogna avere il coraggio di uscire dalla morsa discriminatoria dell’intramoenia limitandone al massimo l’uso, e riportandola alla funzione originaria. Stop a ogni forma di “super-intramoenia” e privatizzazione interna del sistema sanitario pubblico. Piena garanzia ed applicazione dei LEA nei tempi previsti dalla legge. Massima trasparenza sui tempi di attesa e sulle agende sanitarie.
Oggi ci troviamo di fronte a un bivio storico che sarà la ragione di volta tra il voler realmente difendere il diritto universale alla salute oppure accettare definitivamente una sanità per ricchi e una per poveri. Il SINALP non potrà mai accettare questa deriva, la salute non è mai negoziabile, non è un privilegio, non è una merce, non è un lusso, è un diritto costituzionale che va difeso con determinazione.