Sei misure cautelari e oltre un milione sequestrato dalla Procura per frodi nei benefici assistenziali e certificazioni false.
Palermo – Sei misure cautelari eseguite dalla squadra mobile nell’ambito di un’indagine su presunti illeciti nella sanità. Coinvolti pubblici ufficiali e imprenditori accusati di corruzione e frode nei benefici assistenziali.
La Procura di Palermo, sulla base delle indagini condotte tra il 2024 e il 2025 dalla sezione anticorruzione della Squadra mobile, ha disposto sei provvedimenti cautelari. Tra gli arrestati agli arresti domiciliari spicca N.G., 65 anni, considerato il “facilitatore” di pratiche per il riconoscimento di stati invalidanti. Durante perquisizioni delegate dalla Procura, all’uomo sono stati sequestrati oltre 1.200.000 euro in contanti, nascosti in scatole, in un ulteriore domicilio e perfino nella sua auto.
Agli arresti domiciliari sono finiti anche l’ortopedico G.L. di 53 anni e l’imprenditore M.C. di 52 anni, entrambi soggetti anche a misure interdittive per un anno che limitano lo svolgimento delle loro attività pubbliche e private. Altri provvedimenti hanno previsto obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e divieto di esercitare incarichi pubblici per il fisiatra B.S. di 47 anni, la neuropsicologa A.S. di 36 anni e l’imprenditore ennese B.M., 48 anni, anch’egli operante nel settore delle forniture ortopediche.
Secondo gli inquirenti, le indagini, supportate da intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, hanno messo in luce un “sistema illecito ramificato e collaudato”, centrato sul ruolo del facilitatore N.G. e finalizzato a alterare i riconoscimenti dei benefici assistenziali mediante la produzione di certificazioni false da parte di specialisti di strutture sanitarie pubbliche.
Il facilitatore N.G., formalmente venditore porta a porta, era ritenuto l’anello di congiunzione tra una rete di clienti e sanitari compiacenti. Conosceva i meccanismi dei riconoscimenti benefici e le problematiche da superare grazie all’uso di certificazioni false. L’ortopedico G.L., secondo le indagini, avrebbe ricevuto compensi illeciti – in denaro e persino crostacei pregiati – da due imprenditori, indirizzando i pazienti verso l’acquisto di dispositivi ortopedici a spese del Servizio Sanitario Regionale.
Durante gli interrogatori preventivi, il facilitatore N.G. ha collaborato con l’autorità giudiziaria, fornendo dettagli sui compensi versati ai professionisti, tra 1.500 e 7.000 euro per pratica, mentre le dichiarazioni dell’ortopedico e degli imprenditori risultavano contraddittorie e smentite dalle intercettazioni e dai pedinamenti.
L’operazione ha confermato così l’esistenza di un sistema strutturato di corruzione nella sanità, con oltre un milione e duecentomila euro sequestrati al facilitatore N.G., nascosti in vari domicili e perfino all’interno della sua automobile. Gli inquirenti sottolineano che le indagini hanno portato alla luce modalità illecite consolidate e una rete di complicità tra professionisti sanitari e imprenditori.