Salute e migrazioni: nuove strategie di prevenzione

Un incontro scientifico per analizzare il calo del livello di salute dei migranti nel tempo e il ruolo cruciale del Terzo Settore nell’accesso agli screening.

Torino – Martedì 24 febbraio alle ore 21, l’Accademia di Medicina terrà una seduta scientifica sia in presenza, in via Po 18, sia con modalità webinar, dal titolo “Prevenzione primaria e secondaria nelle popolazioni migranti: strategie per la salute di tutti”.

Dopo l’introduzione a cura di Giulio Fornero, Direttore Sanitario, Camminare Insieme, Torino e di Franco Merletti, Epidemiologia dei Tumori, Dipartimento di Scienze Mediche, Università degli studi di Torino, interverranno Lorenzo Richiardi, Epidemiologia dei Tumori, Dipartimento di Scienze Mediche, Università degli studi di Torino e CPO-Piemonte e Livia Giordano, SD epidemiologia e screening, AOU Città della salute e della Scienza e CPO-Piemonte.

E’ importante adottare per la prevenzione primaria nelle popolazioni migranti un approccio cosiddetto di “lifecourse” che valuti le traiettorie di salute nel corso della vita. Le popolazioni migranti tendono, subito dopo il loro arrivo, ad avere un livello di salute migliore rispetto alla popolazione locale, ma questo vantaggio tende a ridursi ed a invertirsi nel tempo.

Da considerare sono le possibili differenze nell’adozione di comportamenti e stili di vita, nel contesto sociale e ambientale, nell’ambiente lavorativo e nell’accesso ai servizi di prevenzione. Gli interventi devono tenere conto di questi ambiti e dei loro effetti sulle traiettorie di salute. E’ fondamentale considerare la prevenzione nelle seconde generazioni che può iniziare precocemente e incidere in modo significativo sull’intero percorso di vita.

Il programma di screening “Prevenzione Serena” ha sviluppato da più di 10 anni una collaborazione con le associazioni Camminare Insieme e Sermig. Tale collaborazione risponde alla necessità di affrontare le persistenti disuguaglianze di accesso agli screening oncologici, dove la popolazione straniera presenta livelli di adesione inferiori a causa di barriere linguistiche, culturali, amministrative e organizzative.

Le associazioni hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo essenziale di “outreach”, mediazione culturale e accompagnamento ai servizi. Il connubio tra sistema sanitario pubblico e associazionismo rappresenta un elemento imprescindibile per la riduzione delle disuguaglianze di salute, il rafforzamento dell’equità di accesso e la costruzione di un rapporto di fiducia duraturo con le popolazioni più vulnerabili.