Ordigni identici a Bologna e Pesaro. Trovata una bomba inesplosa: è caccia al Dna. S’indaga negli ambienti anarco‑insurrezionalisti.
Bologna – Un’unica regia dietro gli attentati ferroviari di sabato a Bologna e Pesaro. Ne sono convinte le procure distrettuali che indagano per terrorismo, attentato ai trasporti, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. La pista porta agli ambienti anarco-insurrezionalisti, nonostante l’assenza di rivendicazioni.
La svolta nelle indagini arriva dall’analisi degli ordigni che hanno colpito l’alta velocità Bologna-Venezia e la linea Ancona-Rimini. Decisivo il ritrovamento di un terzo dispositivo inesploso a Bologna, in via Zanardi: la bomba incendiaria intatta ha permesso di scoprirne la composizione e avviare la ricerca di tracce di Dna.
Gli inquirenti hanno verificato che i tre manufatti sono praticamente identici: bottiglie di plastica con liquido infiammabile, polvere tipo “diavolina” e timer. Materiali facilmente reperibili nei supermercati o online.
La procuratrice di Ancona Monica Garulli ipotizza un collegamento con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina: “Eventi particolarmente gravi che hanno non solo finalità dimostrativa, ma possono mettere a repentaglio la sicurezza degli utenti”. L’inchiesta bolognese è coordinata dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi e dal procuratore Paolo Guido.