L’uomo è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. La vittima è ricoverata in gravissime condizioni.
Roma – Un episodio drammatico ha sconvolto Casal Bruciato, trasformando un furto in una scena di violenza estrema. Un uomo di 44 anni, residente nella zona, è ora ricoverato in condizioni disperate all’ospedale Sandro Pertini dopo essere stato brutalmente picchiato da un vigilante del supermercato dove aveva sottratto una bottiglia di birra.
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo era entrato nel punto vendita e aveva nascosto la bottiglia sotto il giubbotto, riuscendo a uscire senza pagare. Il vigilante si era accorto del furto, ma non era riuscito a fermarlo. Sembrava un episodio destinato a chiudersi lì, come purtroppo accade spesso in un quartiere che da anni convive con microcriminalità e tensioni quotidiane.
Pochi minuti dopo, però, la situazione è precipitata. L’uomo è tornato in strada armato di un coltello, probabilmente in preda all’agitazione. Testimoni raccontano di averlo visto dirigersi con passo deciso verso l’ingresso del supermercato, puntando il vigilante. Ne è nato un confronto violento: il vigilante è riuscito a disarmarlo, ma invece di bloccarlo e chiamare le forze dell’ordine, ha iniziato a colpirlo con violenza.
Calci, pugni, colpi ripetuti senza sosta. La scena, descritta dai presenti come “terrificante”, è durata diversi minuti. Alcuni passanti, impauriti dalle urla e dalla brutalità dell’aggressione, hanno chiamato i soccorsi. Quando la polizia è arrivata, l’uomo era riverso a terra, privo di sensi e in una pozza di sangue. Il vigilante, un lavoratore nordafricano con regolare permesso di soggiorno, è stato immediatamente fermato e arrestato con l’accusa di tentato omicidio.
La notizia si è diffusa rapidamente tra i residenti, molti dei quali sono scesi in strada. Alcuni parenti della vittima, che vive non lontano dal supermercato, hanno assistito alla scena in stato di shock. Nel quartiere, già segnato da anni da episodi di criminalità, degrado e tensioni sociali, l’episodio ha riacceso un malessere profondo.
Molti abitanti parlano di una zona dove convivono famiglie perbene e situazioni di marginalità estrema: spaccio nei locali dei palazzi popolari, furti, rapine, persone ai domiciliari che continuano a delinquere, giovani coinvolti in attività illegali. Una realtà complessa, dove la sensazione di insicurezza è diventata parte della quotidianità.
“Qui viviamo sempre sul filo”, racconta un residente. “Ogni tanto sembra che le cose migliorino, poi succede qualcosa che ti ricorda quanto sia fragile questo equilibrio”.