Maxi sequestro di sigarette di contrabbando: 8 arresti

Scoperti 588mila pacchetti nascosti in un capannone e destinati alla distribuzione illecita: danno erariale stimato in oltre 2,5 milioni di euro.

Roma – I finanzieri del Comando Provinciale, nel quadro dell’azione di presidio permanente di controllo economico del territorio, hanno sottoposto a controllo un autoarticolato sospetto, con targa straniera, all’uscita di un capannone ove stazionava nella zona di Setteville del comune di Guidonia Montecelio.

All’esito del fermo, le Fiamme Gialle del Nucleo di polizia economico-finanziaria del 3° Nucleo Operativo Metropolitano, una volta riscontrata l’assenza di documentazione da parte dei due autisti giustificativa della merce trasportata, hanno proceduto al controllo del veicolo, rinvenendo un primo carico di sigarette ritenute di contrabbando, abilmente occultato dietro alcuni bancali di prodotti alla rinfusa. Tale circostanza ha determinato l’immediata estensione degli accertamenti al capannone nella disponibilità dei soggetti coinvolti, riscontrando la presenza di ulteriori pallet di sigarette.

Complessivamente, sono stati rinvenuti 588.000 pacchetti, riconducibili ai marchi “Philip Morris” e “Marlboro”, corrispondenti a un peso complessivo di circa 12 tonnellate di tabacco lavorato estero, oltre a 2 macchinari per l’essicazione del tabacco e accessori da fumo (4.120.000 filtri e 1.320.000 pezzi di cartonato riportanti i medesimi marchi), verosimilmente destinati al confezionamento e alla distribuzione illecita del prodotto.

Al termine dell’attività, il mezzo utilizzato per il trasporto e la merce rinvenuta, che qualora distribuita sul mercato avrebbe potuto garantire un profitto illecito fino a 2 milioni di euro, sono stati sottoposti a sequestro mentre, su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Tivoli, i due autisti e le quattro persone presenti nel deposito, uno moldavo e cinque ucraini, sono stati tratti in arresto, in quanto ritenuti responsabili del reato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri, e trasferiti nel carcere di Rebibbia.

Sotto il profilo erariale, l’ingente quantitativo sequestrato, in relazione al suo elevato valore fiscale, avrebbe determinato un mancato gettito per l’erario stimato in oltre 2,5 milioni di euro in termini di accise, IVA e diritti doganali.