Batosta alla malavita: sequestrati beni per oltre 1 milione

Colpiti i patrimoni illeciti di quattro detenuti legati alla criminalità organizzata: confiscati conti, auto e orologi di lusso.

Roma – I carabinieri, collaborati dai reparti territorialmente competenti, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso d’urgenza dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.

Con tale operazione, che si inquadra nella strategia di contrasto ai patrimoni illeciti attraverso l’istituto della cosiddetta “confisca allargata” (ex art. 240-bis C.P.), viene colpita l’ingente disponibilità finanziaria di quattro soggetti attualmente detenuti, tra i quali figurano due elementi di spicco della criminalità organizzata capitolina, tutti arrestati nel corso dell’operazione, eseguita dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma il 5 dicembre 2025, nei confronti di 14 persone indiziate, a vario titolo, di reati di estrema gravità, tra cui tentato omicidio, porto abusivo di armi, traffico di stupefacenti, nonché estorsioni e sequestri di persona aggravati dal metodo mafioso.

Il provvedimento scaturisce da complesse indagini economico-finanziarie, condotte a seguito delle citate misure cautelari, che sono state integralmente recepite dalla DDA della Procura di Roma e che hanno evidenziato una significativa sproporzione tra il valore dei beni mobili e finanziari nella disponibilità dei soggetti (e dei rispettivi nuclei familiari) rispetto ai redditi ufficiali dichiarati o alle attività economiche svolte.

Nel corso dell’operazione sono stati posti sotto sequestro i seguenti beni dal valore complessivo stimato per oltre 1.000.000 euro: 3 autovetture e 1 moto, 20 orologi di lusso, numerosi rapporti finanziari e 2 cassette di sicurezza.

Alcuni di questi beni, oltre a quelli previsti dal decreto di sequestro preventivo, sono stati sequestrati dai carabinieri durante le fasi esecutive, trovati su conti correnti nella disponibilità della moglie di uno dei principali indagati, e 7 orologi di lusso, del valore di circa 150 mila euro, all’interno di una cassetta di sicurezza nella disponibilità di uno degli indagati.