Il 35enne di Ferentino era partito per la Danimarca dopo aver trovato un lavoro sul web. Ha telefonato alla madre dopo giorni di silenzio.
Frosinone – Si è conclusa con un enorme sospiro di sollievo, ma anche con contorni drammatici ancora da chiarire, l’angosciante vicenda di Marco Falanga. Il piastrellista di 35 anni residente a Ferentino, in provincia di Frosinone, del quale non si avevano più notizie da sabato 20 giugno, è stato ritrovato vivo a Copenaghen. L’uomo era partito per la Danimarca lo scorso fine settimana, attirato da un’offerta di lavoro edilizio intercettata su internet, ma era poi svanito nel nulla, facendo temere il peggio.
A rompere il silenzio è stato lo stesso 35enne, che è riuscito a mettersi in contatto telefonico con la madre in Italia per rassicurarla sulle sue condizioni. Il quadro emerso dal suo racconto è però agghiacciante: Falanga ha riferito di essere stato vittima di un violento pestaggio e di essere stato successivamente abbandonato in mezzo alla strada, dove è rimasto per giorni senza cibo e in evidente stato di shock.
La trasferta oltreconfine era iniziata venerdì 19 giugno. L’artigiano ciociaro aveva trovato un ingaggio per lavorare in un cantiere della capitale danese tramite un annuncio sul web; dopo una serie di contatti telefonici con i presunti datori di lavoro, aveva deciso di salire su un aereo.
L’ultimo contatto con i familiari in Italia risaliva alle ore 21:00 di sabato sera, quando l’uomo aveva telefonato alla figlia per dirle che il viaggio era andato bene e che aveva preso alloggio in un ostello della città. Da quel momento, il telefono del 35enne è risultato spento e si è aperto il buio più totale.
Allarmati dal prolungato e insolito silenzio, i parenti si sono presentati presso la stazione dei carabinieri di Ferentino per sporgere una denuncia di scomparsa. La prefettura ha immediatamente attivato i canali di cooperazione internazionale, mettendo in moto la Polizia danese e l’ambasciata d’Italia tramite il ministero degli Esteri.
Nel pomeriggio di lunedì 22 giugno, gli investigatori danesi avevano rinvenuto lo smartphone di Falanga, abbandonato a poca distanza dall’ostello in cui l’uomo si era registrato. Nelle ore successive è arrivata la telefonata liberatoria alla madre, che ha interrotto le ricerche e fatto scattare la macchina dell’assistenza medica.