Rapì una neonata in clinica: Rosa Vespa condannata a 5 anni e 4 mesi

La perizia psichiatrica ha escluso la malattia mentale dell’imputata pur riconoscendo un profondo disagio psicologico.

Cosenza – Si chiude con una condanna a 5 anni e 4 mesi il processo di primo grado che vede imputata Rosa Vespa, la 52enne che nel gennaio dello scorso anno era stata trovata in casa con una neonata non sua. La donna si trova attualmente agli arresti domiciliari.

Rosa Vespa aveva architettato per mesi una menzogna elaborata: una gravidanza simulata, un parto mai avvenuto, persino un nome scelto per il figlio immaginario: Ansel. Poi, il 21 gennaio, gli investigatori la trovarono a Castrolibero, nell’hinterland di Cosenza, insieme al marito Acqua Omogo Chiediebere Moses e alla piccola Sofia, nata appena un giorno prima alla clinica Sacro Cuore della città e scomparsa poco dopo.

Il marito, un cittadino nigeriano di 43 anni, fu fermato per poi essere rilasciato. L’uomo ha sempre sostenuto di non sapere nulla, di essere stato ingannato anche lui dalla moglie. Gli inquirenti sembrano avergli creduto: la sua posizione è stata separata dal procedimento principale.

Il nodo più delicato dell’intero processo era la valutazione delle condizioni mentali di Vespa al momento dei fatti. La perizia psichiatrica disposta sia dalla difesa che dalla Procura ha restituito un quadro sfumato. Da un lato, i consulenti hanno escluso che la donna si trovasse in uno stato psicotico o che non fosse in grado di intendere e volere: era lucida e la sua capacità di stare in giudizio non è stata messa in discussione.

Dall’altro, la perizia ha cercato di spiegare il meccanismo psicologico alla base della finta gravidanza, descrivendola come una risposta di natura somatico-conversiva a un vuoto interiore profondo, legato a fragilità narcisistiche e depressive. Una distinzione che il tribunale ha evidentemente tenuto presente nella valutazione complessiva, pur senza che incidesse sull’impianto della condanna.

Al procedimento si sono costituiti parte civile sia i nonni materni che quelli paterni della bambina, oltre ai genitori.