Ponte sullo Stretto, la Corte dei Conti boccia il progetto

Habitat naturali, modifiche contrattuali e tariffe: i tre nodi critici. Il governo: “Lavoreremo per superare i rilievi”.

Messina – La Corte dei Conti ha motivato ufficialmente la bocciatura del progetto del Ponte sullo Stretto, sollevando tre questioni considerate dirimenti: la violazione delle norme sulla conservazione degli habitat naturali, alcune modifiche contrattuali contestate e l’assenza del parere dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti sul piano tariffario.

Nel documento ufficiale, i magistrati della Corte hanno evidenziato come queste problematiche rappresentino ostacoli significativi per dare il via libera definitivo all’opera. Nelle motivazioni si precisa inoltre che sono state formulate osservazioni su ulteriori aspetti emersi durante l’adunanza, ma questi sono stati considerati non determinanti per la valutazione finale.

Il governo ha risposto prontamente attraverso una nota ufficiale, annunciando che le motivazioni della deliberazione saranno oggetto di attento studio. Palazzo Chigi ha sottolineato che le amministrazioni coinvolte sono già al lavoro per verificare gli aspetti ancora dubbi e si è detta convinta dell’esistenza di un ampio margine di chiarimento.

L’esecutivo ha ribadito la volontà di instaurare un confronto costruttivo con la Corte, con l’obiettivo di garantire al Paese un’infrastruttura strategica attesa da decenni.

Anche il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha confermato che l’iter per la realizzazione del collegamento tra Calabria e Sicilia prosegue. Nel comunicato si fa riferimento alla positiva collaborazione con la Commissione Europea e si annuncia che tecnici e giuristi sono già impegnati per superare tutti i rilievi e realizzare quello che viene definito “un Ponte unico al mondo per sicurezza, sostenibilità, modernità e utilità”.

Il vicepremier Matteo Salvini, intervenendo in televisione, si è mostrato fiducioso: “Siamo convinti che i rilievi fatti potranno essere ampiamente superati e documentati”.

La partita sul Ponte sullo Stretto si gioca ora sul terreno tecnico-giuridico, con il governo determinato a trovare le soluzioni necessarie per sbloccare l’opera infrastrutturale più discussa degli ultimi anni.