Perché l’8 marzo è la giornata delle donne: storia e curiosità

Dalle origini negli Stati Uniti alla mimosa simbolo italiano: eventi storici, tradizioni e significato della Giornata internazionale.

L’8 marzo non è soltanto una data segnata sul calendario: è un momento simbolico che richiama l’attenzione sui diritti delle donne e sulle battaglie, ancora aperte, per la parità di genere. La Giornata internazionale della donna, celebrata in molti Paesi del mondo, nasce da un intreccio di eventi storici, movimenti sociali e iniziative politiche che nel tempo hanno trasformato questa ricorrenza in un appuntamento globale.

Sulle origini della giornata circolano diverse versioni. Per molti anni si è pensato che tutto fosse nato dall’incendio di una fabbrica tessile a New York l’8 marzo 1908, nel quale avrebbero perso la vita 129 operaie. In realtà gli storici considerano questo episodio un falso racconto nato per ricordare una tragedia realmente avvenuta qualche anno dopo: il rogo della fabbrica Triangle di New York del 25 marzo 1911, che provocò la morte di 146 lavoratori, in gran parte donne. Un altro episodio spesso collegato all’8 marzo è la rivoluzione russa del 1917, quando molte donne scesero in piazza contro la monarchia dei Romanov durante le proteste popolari.

Sull’origine della Giornata della donna circolano diverse versioni, ma il messaggio resta chiaro: diritti e parità.

L’origine più riconosciuta della ricorrenza risale però agli Stati Uniti, dove nel 1908 il Partito socialista americano organizzò il primo “Woman’s Day”. La prima celebrazione ufficiale si tenne nel 1909. L’idea di istituire una giornata internazionale dedicata alle donne fu poi discussa nel 1910 durante la Conferenza internazionale femminile di Copenaghen, anche se una data unica non venne stabilita subito. Bisognerà attendere il 1977 perché l’Assemblea generale delle Nazioni Unite inviti formalmente tutti i Paesi a celebrare la Giornata internazionale della donna l’8 marzo.

In Italia la prima iniziativa dedicata alla ricorrenza risale al 1922, quando il Partito Comunista organizzò una celebrazione il 12 marzo. Durante il periodo fascista la giornata assunse soprattutto un significato politico. Nel 1945, nelle zone già liberate, l’8 marzo venne celebrato per la prima volta come Festa della donna e nello stesso periodo le italiane conquistarono anche il diritto di voto.

Proprio in quegli anni nacque l’Unione donne italiane (Udi), che scelse la mimosa come simbolo della giornata. Il motivo era semplice: era un fiore economico, facile da trovare all’inizio della primavera e capace di rappresentare, con i suoi piccoli fiori gialli riuniti nello stesso ramo, l’idea di solidarietà e unione tra le donne.

In Italia il simbolo è la mimosa, con i suoi piccoli fiori gialli e profumati

Oggi l’8 marzo viene celebrato in modi diversi in tutto il mondo, con tradizioni che cambiano da Paese a Paese ma che mantengono lo stesso significato simbolico. In alcune nazioni africane, come Zimbabwe e Camerun, si organizzano grandi eventi pubblici. In America Latina, ad esempio in Perù e Colombia, le donne promuovono le cosiddette “polladas”, iniziative gastronomiche con la vendita di piatti tipici per raccogliere fondi a favore di associazioni e progetti sociali.

In Ecuador, soprattutto nella capitale Quito, la giornata viene celebrata con incontri, spettacoli e iniziative culturali nel Parque de las Mujeres, uno spazio dedicato proprio al mondo femminile. In Romania è tradizione regalare il “martisor”, un piccolo amuleto portafortuna legato a un nastro rosso e bianco, simbolo di affetto e di buon auspicio. In Russia non mancano spettacoli pirotecnici, mentre in Vietnam è usanza condividere il cibo sul posto di lavoro. Nelle Filippine, infine, la ricorrenza è spesso accompagnata da grandi manifestazioni per i diritti delle donne che si concludono con il suggestivo lancio in cielo di lanterne luminose. Tradizioni diverse che raccontano lo stesso messaggio: ricordare il cammino delle donne e riflettere sulle sfide ancora aperte.