È la prima volta che la Procura di Civitavecchia contesta il nuovo reato previsto dall’articolo 577 bis. Domani è previsto l’interrogatorio di convalida.
Roma – Cambia il quadro accusatorio per Claudio Carlomagno, l’uomo che avrebbe ucciso la moglie Federica Torzullo per poi seppellirne il corpo in un canneto dietro la sua azienda ad Anguillara. La Procura di Civitavecchia ha infatti contestato per la prima volta il reato di femminicidio, applicando l’articolo 577 bis del codice penale introdotto di recente nella legislazione italiana.
La modifica dell’imputazione arriva dopo l’approfondimento delle risultanze investigative. L’articolo 577 bis punisce con l’ergastolo l’omicidio di una donna commesso “per motivi di odio, discriminazione di genere, o per reprimere la sua libertà, i suoi diritti o la sua personalità, come il rifiuto di una relazione”. Una norma che riconosce la specificità della violenza contro le donne quando questa nasce dal tentativo di annullarne l’autodeterminazione o punirne le scelte.
Carlomagno rimane accusato anche di occultamento di cadavere, reato contestato fin dall’inizio per aver nascosto il corpo della vittima nel terreno adiacente alla sua attività commerciale, nel tentativo di far sparire le tracce del delitto.
L’agenda giudiziaria segna due appuntamenti cruciali. Domani Carlomagno comparirà davanti al giudice per l’interrogatorio di convalida del fermo. L’udienza si terrà nel carcere di Civitavecchia, dove l’uomo è attualmente detenuto. Sarà l’occasione per ascoltare la sua versione dei fatti e valutare eventuali elementi a suo favore o a suo carico.
La vicenda ha avuto ripercussioni anche sul piano politico locale. Maria Messenio, assessora alla Sicurezza del Comune di Anguillara e madre dell’arrestato, ha rassegnato le dimissioni dall’incarico. Una scelta che arriva presumibilmente per l’incompatibilità morale e l’imbarazzo legato al ruolo istituzionale ricoperto, a fronte della gravissima accusa che pesa sul figlio.
Il caso segna un precedente importante nell’applicazione della nuova normativa sul femminicidio, pensata per dare maggiore peso penale agli omicidi di genere e riconoscere la matrice culturale e sociale che spesso li alimenta.