Lo studio della Cgia evidenzia uno squilibrio strutturale che non trova riscontro nei dati demografici.
Il Mezzogiorno italiano conta circa tre quarti degli abitanti del Settentrione, eppure eroga oltre mezzo milione di pensioni di invalidità civile in più. È quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, che evidenzia significative disparità territoriali nella distribuzione di queste prestazioni assistenziali.
Secondo i dati diffusi dall’associazione artigiani mestrini, tra il 2020 e il 2024 il Sud e le Isole hanno registrato l’incremento più consistente nel numero di pensioni di invalidità civile, con un aumento dell’8,4% pari a quasi 125mila nuovi assegni. Se si restringe il campo d’osservazione al biennio 2022-2024, la crescita risulta ancora più marcata, toccando il 7,2%. Nessun’altra area del Paese ha fatto registrare aumenti paragonabili in entrambi i periodi considerati.
Il confronto demografico rende ancora più evidente il divario: il Mezzogiorno conta 19,7 milioni di residenti, contro i 26,3 milioni del Nord Italia. Nonostante questa differenza di popolazione, che vede il Sud ospitare circa il 75% degli abitanti del Settentrione, le pensioni di invalidità civile erogate al meridione superano di 500mila unità quelle distribuite nelle regioni settentrionali.
L’analisi della Cgia pone l’accento su uno squilibrio che solleva interrogativi sulla distribuzione geografica delle prestazioni assistenziali legate all’invalidità nel nostro Paese.