Pena ridotta per il killer di Vanessa Ballan

La “riforma Cartabia” apre la strada a un accordo tra le parti: Fandaj ha rinunciato al ricorso, ottenendo uno sconto significativo sulla condanna emessa dal tribunale.

Treviso – Bujar Fandaj, il 42enne condannato in primo grado per l’omicidio di Vanessa Ballan, ha visto ridursi sensibilmente la propria pena in sede di appello. Dalla Corte d’Assise di Treviso era arrivato, nel luglio 2025, il verdetto più duro possibile: ergastolo. Ora, all’apertura del processo di secondo grado, è stato raggiunto un accordo che abbassa la condanna a 26 anni e 10 mesi di reclusione.

A rendere possibile questo esito è la cosiddetta “riforma Cartabia”: la normativa prevede uno sconto di pena per l’imputato che, già condannato in primo grado, scelga di rinunciare al ricorso in appello, evitando così l’ulteriore corso del procedimento giudiziario.

Fandaj era stato riconosciuto colpevole dell’uccisione di Vanessa, 26 anni, residente a Riese Pio X, in provincia di Treviso, e incinta del secondo figlio che aspettava dal compagno Nicola Scapinello. Il delitto risale al 19 dicembre 2023: l’uomo si introdusse nell’abitazione forzando un infisso e colpì la vittima più volte con un’arma da taglio. Movente della violenza, la decisione della donna di troncare la relazione extraconiugale che i due avevano avuto.

Nei mesi precedenti all’omicidio, Vanessa aveva subito una escalation di comportamenti persecutori da parte di Fandaj: pedinamenti, minacce, stalking e revenge porn, reati per i quali lo aveva già denunciato alle autorità.

Durante il processo, il Pm aveva invocato una pena di 28 anni, ma la Corte aveva scelto di andare oltre, infliggendo l’ergastolo. Una decisione che aveva colto di sorpresa anche i familiari della vittima, già scossi dalla richiesta della pubblica accusa.