Colpito dalla variante K del virus H3N2. Due infarti hanno aggravato il quadro neurologico. Un’altra paziente è grave in rianimazione.
La Sicilia registra il primo decesso legato all’ondata influenzale stagionale. Un catanese di cinquantaquattro anni è morto giovedì 8 gennaio dopo essere stato ricoverato in condizioni gravissime al Policlinico del capoluogo etneo, dove era sottoposto a ossigenazione extracorporea tramite dispositivo Ecmo, riservata ai casi più critici.
L’uomo aveva contratto la variante K dell’influenza, classificata tra le forme più aggressive del sottotipo H3N2. Inizialmente ricoverato nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale San Marco per una severa polmonite, aveva mostrato una risposta positiva sul versante respiratorio grazie alle terapie intensive. Tuttavia, la situazione è precipitata a causa di complicazioni cardiache e neurologiche.
Durante la degenza, il paziente avrebbe subito due episodi ischemici cardiaci che, combinati con l’insufficienza respiratoria già presente, hanno provocato una grave ipossia cerebrale. Il danno neurologico risultante si è rivelato irreversibile nonostante l’impiego delle tecnologie di supporto vitale più avanzate.
Un’altra cinquantenne permane ricoverata nel reparto di Terapia Intensiva, ancora collegata al sistema di respirazione extracorporea. Il personale sanitario continua a seguire con estrema attenzione l’evoluzione del suo quadro clinico.
L’isola si posiziona tra i territori più colpiti dall’epidemia influenzale di questa stagione, seconda solo alla Campania per intensità del contagio. Gli specialisti in malattie infettive ribadiscono con forza l’importanza della profilassi vaccinale, in particolare per le categorie più vulnerabili della popolazione, che rimane efficace anche a stagione avviata.