Le indagini smentiscono la versione della donna: decisivi la traiettoria del colpo e i rilievi medico-legali. Disposti i domiciliari con braccialetto elettronico per omicidio volontario aggravato.
Parma – In esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica, i carabinieri del nucleo investigativo hanno arrestato Fumagalli Brenda Alesandrina (classe 2005), gravemente indiziata di omicidio volontario del compagno convivente Gaston Ogando Cristopher, 28 anni, deceduto il 5 marzo a seguito di una ferita da arma da taglio.
Secondo la ricostruzione, il 4 marzo 2026 i militari sono intervenuti in un’abitazione di Borgo Riccio, a Parma, a seguito di una segnalazione per un accoltellamento. I sanitari del 118 avevano già soccorso la vittima, trovata in gravissime condizioni, mentre la donna si trovava nei pressi dell’ambulanza. La stessa avrebbe riferito di aver colpito il compagno, sostenendo tuttavia la natura accidentale del gesto.
Nonostante il trasporto d’urgenza e un intervento chirurgico, l’uomo è deceduto per choc emorragico il giorno successivo. Fin dalle prime fasi dell’indagine, l’indagata ha sostenuto la tesi dell’incidente domestico, dichiarando di aver colpito involontariamente il compagno mentre si voltava con un coltello in mano. Tuttavia, l’attività investigativa – supportata da rilievi tecnici, testimonianze e dai primi esiti dell’autopsia – ha portato a escludere tale versione.
Determinanti, secondo il Gip, due elementi:
- la traiettoria del colpo (dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra), incompatibile con la ricostruzione fornita;
- la ferita sulla mano dell’indagata, riconducibile a una tipica lesione da scivolamento durante l’impugnatura dell’arma, indicativa di un’azione violenta e volontaria.
Le indagini hanno inoltre delineato un contesto relazionale conflittuale, descrivendo la donna come una persona dal temperamento irascibile e aggressivo, con precedenti episodi di tensione nei confronti del compagno.
Alla luce degli elementi raccolti, il Gip ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza per omicidio volontario aggravato dalla convivenza, configurando il delitto come una reazione violenta improvvisa. È stata inoltre evidenziata l’esigenza cautelare legata al rischio di reiterazione del reato, motivata dalla pericolosità della condotta e dalla difficoltà dell’indagata nel controllare impulsi aggressivi.
Per tali ragioni, è stata disposta la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La donna è stata rintracciata in provincia di Milano e sottoposta alla misura cautelare, in attesa dell’interrogatorio di garanzia, durante il quale potrà fornire la propria versione dei fatti.