Nel mirino l’occupazione abusiva di suolo pubblico, la movida senza controllo e il degrado nei quartieri periferici.
Palermo – “Libera il Cambiamento” e “Rete Sociale Attiva Consumatori”, due realtà del Terzo settore, hanno deciso di rompere il silenzio sul degrado urbano di Palermo. Entrambe radicate nel territorio, raccolgono da anni le segnalazioni dei cittadini residenti nei quartieri più colpiti dal fenomeno dell’illegalità diffusa. Il 20 maggio hanno formalizzato un esposto-denuncia ex art. 333 c.p.p., indirizzato al Sindaco, al Comandante della Polizia Municipale, al Prefetto e alle Commissioni antimafia comunale e regionale, chiedendo interventi straordinari e coordinati per restituire gli spazi pubblici alla collettività.
L’esposto fotografa una Palermo in cui marciapiedi, piazze e spiagge sono stati progressivamente sottratti alla collettività, trasformati in proprietà private di fatto. Un fenomeno che le associazioni definiscono “sistemico, incancrenito e tollerato”, non più riducibile a singoli episodi di maleducazione, bensì a una vera e propria cultura dell’arbitrio.
Kalsa, Vucciria, Ballarò, Borgo Vecchio: nei quartieri storici il fenomeno più visibile è quello dei parcheggi “riservati” con transenne, sedie e fioriere improvvisate, con stalli per disabili sistematicamente ostruiti. Nelle ore serali la situazione peggiora: schiamazzi notturni, consumo di alcol in strada, corse clandestine con scooter e atti di vandalismo rendono alcune zone del centro “terre di nessuno”.

Nelle periferie, Brancaccio, Zisa, Noce, il problema cambia forma ma non sostanza: marciapiedi occupati da materiali edili e rottami, veicoli abbandonati senza assicurazione né revisione, e una pressione silenziosa ma costante sui cittadini che osano segnalare gli abusi.
A Mondello e Sferracavallo la denuncia riguarda le spiagge libere, progressivamente colonizzate da attività commerciali che piazzano ombrelloni e lettini senza alcuna autorizzazione, sottraendo il litorale alla fruizione pubblica.
Le associazioni chiedono un Piano Straordinario di Controllo del Territorio con pattugliamenti quotidiani nelle aree più critiche, rimozione forzata immediata di ostacoli e veicoli abusivi, intensificazione dei controlli notturni nelle zone della movida e installazione di sistemi di videosorveglianza permanente.
Insieme alle richieste operative, le associazioni lanciano una campagna di educazione civica rivolta a ragazzi e famiglie, con l’installazione di totem per la segnalazione degli abusi e un modulo online anonimo sul portale del Comune. L’obiettivo è contrastare quella cultura dell’arbitrio che, scrivono, “si è ormai sedimentata in quasi tutti i ceti sociali”.