Nel mirino un presunto sistema corruttivo tra imprenditori funebri e due medici legali. Scattano misure cautelari e un sequestro.
Palermo – Nella mattina del 30.09.2026, la polizia di Stato, segnatamente personale della Sezione Anticorruzione della squadra mobile di Palermo su delega della Procura della Repubblica di Palermo, ha dato esecuzione ad un’ordinanza del Gip di Palermo, con la quale sono state applicate misure cautelari dell’obbligo di presentazione alla p.g. nei confronti di 17 (diciassette) referenti di imprese funebri locali, ritenuti gravemente indiziati a vario titolo, di corruzione dei medici legali dell’Azienda Sanitaria Provinciale, uno classe ‘59 e l’altro classe ‘57.
Nei confronti di due professionisti – uno dei quali oggi in quiescenza – l’autorità giudiziaria ha disposto l’applicazione della misura cautelare della sospensione, per un anno, dal pubblico servizio presso la citata azienda sanitaria (per colui che è ancora in servizio presso quella struttura ospedaliera) e dalla professione di medico (per il collega in pensione).
Il provvedimento cautelare prende le mosse da un’ articolata attività investigativa della citata Sezione Anticorruzione, svolta nel 2024 sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palermo e riguardante il rilascio di certificati necroscopici per decessi domiciliari avvenuti nel capoluogo.
L’attività si è avvalsa di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche ed ha consentito di squarciare il velo a copertura di un sistema illecito, che vedeva numerosi imprenditori funebri recarsi di buon mattino presso le abitazioni private dei due medici legali e remunerarli allo scopo di procurarsi i certificati necroscopici utili all’ottenimento delle autorizzazioni comunali per il trasporto di cadaveri, inumazione e cremazione.
I certificati venivano rilasciati a vista e dietro il pagamento di modeste somme di denaro, senza alcun accertamento da parte dei due sanitari che sono pertanto ritenuti gravemente indiziati di corruzioni e vari falsi ideologici.
Si trattava di certificati successivi alla costatazione di morte (che può esser effettuata da qualunque medico), ma anche di nulla osta igienico sanitari al trasporto dei cadaveri da un Comune ad un altro e di documenti ad uso cremazione; casi, cioè, in cui la legge richiede un accertamento medico – legale – idoneo anche a scongiurare eventuali ipotesi di morti violente – da parte di sanitari dell’A.S.P.
È stato altresì disposto il sequestro preventivo a carico dei due sanitari di somme di danaro ritenute profitto delle condotte corruttive a loro contestate.
Si tratta della terza indagine della squadra mobile riguardante il fenomeno corruttivo nel settore delle onoranze funebri. Le prime relative a decessi presso i nosocomi palermitani del Policlinico Universitario e del “Cervello” che avevano portato all’emissione di misure cautelari custodiali, coercitive e interdittive. Nel caso delle investigazioni sul “Cervello sono stati inoltre già notificati 32 (trentadue) avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi dalla Procura della Repubblica nei confronti di imprenditori funebri palermitani.



