Dopo il caso della Spiridon II, Stop Live Exports chiede all’IMO normative vincolanti e piani di emergenza per proteggere il bestiame.
Parigi – Quasi 3.000 bovini sono rimasti alla deriva per oltre due mesi sulla nave Spiridon II, partita dall’Uruguay e respinta dalla Turchia per irregolarità nei documenti sanitari. Durante la traversata, in condizioni estreme, circa metà degli animali erano mucche gravide, con 140 nascite a bordo, mentre almeno 300 bovini sono morti. Nonostante il coinvolgimento di organizzazioni internazionali per il benessere animale, la nave ha continuato il viaggio tra Mediterraneo e Libano, finendo per scaricare gli animali a Bengasi, in Libia, senza informazioni ufficiali sulle loro condizioni o controlli veterinari.
Sulla scia di questa vicenda, a livello globale, è nata una coalizione di organizzazioni per il benessere degli animali. L’iniziativa Stop Live Exports ha origine in Australia e la prima azione intrapresa è stata l’invio di una lettera al Segretario Generale dell’IMO (Organizzazione Marittima Internazionale). L’obiettivo è convincere questa potente istituzione globale, che fa parte dell’ONU, a prendere posizione e a considerare misure per ridurre la sofferenza inflitta al bestiame e i rischi per l’ambiente, gli equipaggi e le popolazioni.
Stop Live Exports invita l’IMO a:
- Elaborare normative internazionali vincolanti per i trasportatori di bestiame, che coprano la progettazione delle navi, la stabilità, la ventilazione, la gestione dei rifiuti, la sicurezza dell’equipaggio e il benessere degli animali.
- Includere piani di emergenza obbligatori per porre fine al rischio di viaggi a tempo indeterminato per animali a cui viene rifiutato il permesso di scarico nei paesi importatori specificati. Come parte di questo, garantire la capacità di scaricare e gestire il bestiame nelle stazioni di quarantena all’arrivo nel paese importatore, per evitare problemi di benessere animale che si verificano troppo frequentemente, come accaduto sulla MV Spiridon II in Turchia durante ottobre/novembre 2025 e in altre occasioni precedenti.
- Intraprendere una revisione completa delle strutture portuali di accoglienza, della disponibilità di effluenti animali, rifiuti e carcasse nei porti dove operano le navi per il bestiame, e dei registri sullo smaltimento dei rifiuti animali e delle carcasse, per verificare la conformità con la Convenzione MARPOL, in particolare gli Allegati IV e V.
La lettera inviata all’IMO dalla coalizione contiene, tra gli altri riferimenti, il rapporto pubblicato da Robin des Bois e dall’Animal Welfare Foundation (AWF) nel marzo 2024, relativo ai 64 trasportatori di bestiame approvati dall’UE. È un grande orgoglio per Robin des Bois svolgere un ruolo attivo in questa importante questione.