Operaio si sente male nella stiva della nave e muore | Oggi 5 morti sul lavoro

Tragedia alla Fincantieri di Marghera: si sospettano esalazioni tossiche. L’azienda parla di cause naturali, la Fiom chiede di fare piena luce.

Venezia – Era sceso nel ventre di una nave ancora in costruzione per un turno come tanti. Ne è uscito senza vita. Un operaio romeno di 34 anni è morto nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 4 novembre, alla Fincantieri di Marghera, dopo essere stato colto da un malore mentre lavorava nella stiva. Due colleghi che hanno provato a soccorrerlo si sono sentiti male a loro volta. E ora l’ipotesi che fa paura è quella di un’aria diventata, all’improvviso, impossibile da respirare.

L’allarme è scattato intorno alle 11. Secondo le prime ricostruzioni, il 34enne, dipendente di una ditta in subappalto, stava eseguendo lavori di saldatura in uno spazio chiuso della Seven Seas Prestige, la nave da crociera in costruzione nel cantiere. I colleghi lo hanno aiutato a risalire fino al ponte, ma lì il suo cuore ha ceduto. Inutili le manovre di rianimazione: il medico legale, arrivato da Padova, ha potuto solo constatarne il decesso.

Sul posto sono arrivati il Suem 118, gli ispettori dello Spisal dell’Ulss 3, polizia e carabinieri e i vigili del fuoco, con il nucleo Nbcr, gli specialisti delle sostanze pericolose, che hanno prelevato campioni d’aria. I risultati non sono ancora noti. Tra le ipotesi, una carenza di ossigeno o esalazioni nella stiva. Per precauzione la nave è stata evacuata e migliaia di lavoratori sono stati mandati a casa. L’area è stata posta sotto sequestro su disposizione dell’autorità giudiziaria.

Fincantieri ha espresso “profondo cordoglio” e ha sospeso le attività per l’intera giornata in segno di lutto. Ma ai sindacati l’azienda ha dato una versione diversa: secondo il Fatto Quotidiano, si sarebbe trattato di un malore per cause naturali, mentre i colleghi avrebbero avuto uno shock emotivo.

Una versione che non convince la Fiom-Cgil di Venezia, che chiede alla magistratura di “fare piena luce“. Lavorare negli spazi confinati, ricorda il sindacato, richiede regole rigidissime. “Resta il fatto che ancora una volta un lavoratore giovane di una ditta in subappalto questa sera non rivedrà la sua famiglia”.

Una giornata nera: cinque morti sul lavoro

Quella di Marghera non è l’unica tragedia di oggi. In Italia, in poche ore, sono morti cinque lavoratori, da Nord a Sud. A San Nicolò, nel Piacentino, un operaio Iren di 54 anni è stato travolto da un’auto mentre leggeva i contatori dell’acqua dentro un tombino. A San Leucio del Sannio, nel Beneventano, un ragazzo di 25 anni arrivato dal Camerun è precipitato da una scala in un’azienda di inerti. A Casarano, nel Leccese, Bashkim Rushani, 61 anni, titolare di una ditta edile, è stato schiacciato da un cancello scorrevole. E in serata, a Trecate, nel Novarese, un operaio di 57 anni è morto dopo essere stato colpito dal braccio di una gru.

Non solo. Ieri, all’ospedale, è deceduto anche Tommasino Calvaresi, 70 anni, caduto da un’impalcatura il 29 ottobre in un cantiere di Acquaviva Picena. Numeri che si sommano a una strage senza fine: secondo l’Anmil, dall’inizio dell’anno i morti sul lavoro sono già 701.