Studentessa svanita nel nulla, finite senza esito le ricerche nel campus

Di Rahel, iscritta a Chimica all’Unical, non si hanno notizie dal 19 ottobre. Tre giorni prima era andata in pronto soccorso dopo una presunta violenza.

Cosenza – Da più di due settimane il suo nome rimbalza tra i viali del campus, sui volantini e negli appelli disperati di amici e compagni di corso. Ma di Rahel Gebrezgi Mengesha, studentessa etiope dell’Università della Calabria, non c’è ancora nessuna traccia. Le ricerche nell’area universitaria di Arcavacata, a Rende, si sono chiuse senza risultati. Ora la caccia si sposta altrove, mentre la famiglia e l’intera comunità accademica restano col fiato sospeso.

Rahel frequentava il secondo anno della laurea magistrale in Chimica e viveva negli alloggi universitari delle Maisonettes insieme ad altre due studentesse. È lì che, il 19 ottobre, si perdono le sue tracce. Da quel giorno, di lei non si sa più nulla.

Per giorni il campus e le zone vicine sono stati setacciati palmo a palmo. In campo anche i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico calabrese, con droni per controllare le aree più difficili da raggiungere, e la Croce Rossa. Tutto inutile. Le ricerche ora proseguiranno in altre zone, che però non sono state rese note. Intanto dalla Germania è arrivato il fratello della ragazza, per seguire da vicino ogni passo.

Dietro la scomparsa ci sono mesi difficili. Rahel avrebbe raccontato di aver subito una violenza sessuale a metà giugno. Un episodio che, al momento, non ha trovato conferme ufficiali. Il 16 ottobre, appena tre giorni prima di sparire, la giovane si sarebbe presentata al pronto soccorso di Cosenza perché temeva di essere incinta. Ma se ne sarebbe andata prima di completare gli esami. Lo stesso sarebbe accaduto con la polizia: un agente doveva accompagnarla in Questura per sporgere denuncia, ma lei si sarebbe allontanata prima.

Chi la incontrava al bar delle Maisonettes la descrive come una ragazza che, nell’ultimo periodo, viveva un profondo malessere. Secondo le stesse ricostruzioni, una delle coinquiline avrebbe consegnato in Questura anche un presunto biglietto, su cui però non c’è alcuna conferma ufficiale.

L’Unical si è unita agli appelli e chiede a chiunque abbia visto o ricordi qualcosa di rivolgersi alle forze dell’ordine: “Ci auguriamo che questo impegno congiunto possa ricondurre Rahel presto tra noi”.