Omicidio e cadavere bruciato: due arresti

Svolta nelle indagini sulla morte di Salvatore Privitera: ai due indagati viene contestata l’aggravante del metodo mafioso.

Blitz dei carabinieri tra Catania e Zaccanopoli (Vibo Valentia): eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due indagati, ritenuti gravemente indiziati per omicidio, soppressione di cadavere, porto illegale di armi e danneggiamento seguito da incendio, aggravati dal metodo mafioso.

Il provvedimento, disposto dal Gip del Tribunale di Catania su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, riguarda l’uccisione di Salvatore Privitera Alfio, avvenuta la sera del 5 gennaio 2026 tra Catania e Carlentini.

Le indagini sono scattate dopo il ritrovamento del corpo carbonizzato della vittima, il 6 gennaio, all’interno della sua auto nelle campagne di Carlentini. Fin da subito gli investigatori si sono trovati di fronte a un caso complesso, per il tentativo dei responsabili di eliminare ogni traccia incendiando sia il cadavere sia il veicolo.

Determinante è stata l’analisi dei dati GPS dell’autovettura, che ha consentito di individuare il luogo del delitto nei pressi del “Villaggio Ippocampo di Mare” di Catania. Qui gli specialisti delle Sezioni Investigazioni Scientifiche e del RIS di Messina hanno rinvenuto tracce ematiche, segni di colluttazione, una ciocca di capelli, una collana strappata e un bossolo calibro 12.

Secondo la ricostruzione investigativa, la vittima sarebbe stata aggredita e colpita alla nuca con un colpo di arma da fuoco, morendo sul posto. I due indagati avrebbero poi tentato un primo incendio per cancellare le prove, per poi trasportare il corpo in auto fino a Carlentini, dove avrebbero dato nuovamente fuoco al veicolo con il cadavere all’interno.

Le indagini, condotte con tecniche tradizionali e strumenti tecnologici avanzati, si sono avvalse anche di testimonianze e analisi dei sistemi di videosorveglianza, permettendo di ricostruire con precisione la sequenza degli eventi.

Il presunto movente sarebbe legato a contrasti nel traffico di stupefacenti e debiti di gioco, oltre a una possibile sottrazione di droga avvenuta prima dell’incontro tra la vittima e uno degli indagati. Contestualmente agli arresti sono state eseguite perquisizioni e sequestri di dispositivi informatici, su cui verranno effettuati ulteriori accertamenti tecnici.

All’operazione hanno partecipato anche gli Squadroni Eliportati Cacciatori di Calabria e Sicilia, il Nucleo Elicotteri di Catania e le unità cinofile, a supporto delle attività sul campo. L’inchiesta prosegue per definire ulteriormente responsabilità e dinamica del delitto.