Omicidio del capotreno, rinvenuto un coltello vicino al luogo del delitto

L’arma è stata scoperta nella zona in cui Jelenic si era nascosto. L’autopsia ha confermato l’aggressione mortale alle spalle.

Bologna – Gli investigatori hanno individuato quello che potrebbe essere il coltello utilizzato per uccidere Alessandro Ambrosio, il capotreno di 59 anni assassinato a Bologna. Il ritrovamento è avvenuto durante un sopralluogo approfondito della zona, in un punto coerente con il percorso seguito dall’indagato Marin Jelenic, cittadino croato fermato per l’omicidio.

Il pugnale sarebbe stato recuperato esattamente nel punto dove l’uomo si era appostato per non farsi vedere da un passante che stava arrivando nella direzione opposta. La stessa persona che, poco dopo, avrebbe dato l’allarme scoprendo il corpo del capotreno. Durante l’interrogatorio davanti agli inquirenti, Jelenic ha scelto il silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere.

La lama è stata ora affidata ai laboratori scientifici per gli accertamenti del caso. Gli esperti analizzeranno le impronte digitali presenti sul manico, le tracce genetiche e confronteranno eventuali residui ematici con il sangue della vittima, per stabilire con certezza se si tratti effettivamente dell’arma del crimine.

Nelle prossime ore si terrà l’udienza di convalida del fermo di Jelenic davanti al giudice. La Procura ha contestato all’indagato l’aggravante dei motivi abietti, ritenendo che l’omicidio sia stato commesso per futili ragioni legate a una contestazione sul biglietto ferroviario.

Nel frattempo sono emersi i primi esiti dell’esame autoptico condotto sul corpo di Ambrosio. La coltellata inferta sarebbe stata estremamente profonda, con la lama penetrata probabilmente fino all’impugnatura. Il fendente ha raggiunto l’arteria polmonare, provocando una massiccia emorragia interna che ha causato il decesso in brevissimo tempo. L’autopsia conferma inoltre che la vittima è stata colpita da dietro, senza possibilità di difendersi.