Oltre tremila in corteo contro le Olimpiadi

Scontri al Corvetto con lanci di petardi e cariche della polizia. Striscioni contro Ice, per gli atleti transgender e sul caso urbanistica.

Milano – È partito da Porta Romana il corteo promosso dal Comitato Insostenibili Olimpiadi contro i Giochi di Milano Cortina. Al momento della partenza, i partecipanti erano oltre tremila, un numero destinato ad aumentare nel corso della manifestazione. In testa al corteo uno striscione firmato Cio, Comitato Insostenibili Olimpiadi, con la scritta “Riprendiamoci le città, liberiamo le montagne”.

Una volta che il corteo è arrivato al Corvetto, un gruppo di manifestanti incappucciati e con caschi si è staccato per dirigersi verso la tangenziale est, lanciando bottiglie, petardi e lacrimogeni contro gli agenti in tenuta antisommossa. Le forze dell’ordine hanno risposto con cariche e utilizzando gli idranti per disperdere i facinorosi.

Prima di iniziare la marcia, i manifestanti hanno eseguito un flash mob, cantando e sollevando alberi di cartone, simbolo degli abbattimenti avvenuti per la realizzazione della pista da bob a Cortina. “Un inno per protestare contro lo scempio che c’è stato di larici abbattuti per costruire la pista di bob di Cortina. Un lariceto di 200 anni, più di 500 larici che noi abbiamo riportato simbolicamente in vita”, ha spiegato un’attivista.

Alcuni manifestanti hanno esploso fuochi d’artificio e fumogeni dal cavalcavia dell’ex Scalo di Porta Romana, in direzione del Villaggio Olimpico. L’azione è stata accompagnata dall’esposizione, da parte di partecipanti con il volto coperto da passamontagna fucsia, di due striscioni calati dal cavalcavia con le scritte “Binary is for trains” e “Go trans athletes”, per protestare contro l’esclusione di atleti transgender dalle competizioni olimpiche. Poco distante è stato aperto uno striscione con un riferimento all’inchiesta sull’urbanistica. I due episodi si sono svolti senza incidenti.

Uno striscione con la scritta “Ice out of Milan” è stato esposto da alcuni manifestanti su un edificio in via Benaco, poco lontano dal Villaggio Olimpico. Durante il corteo, attivisti del centro sociale Cantiere si sono arrampicati su un’impalcatura di un edificio e, giunti alla sommità, hanno calato lo striscione.

Slogan anche contro la presenza di Israele ai Giochi. “La partecipazione di Israele alle Olimpiadi significa che il sistema non funziona”, si è scandito dal megafono che accompagna la manifestazione, in riferimento alle polemiche legate al conflitto in Medio Oriente e alla partecipazione della delegazione israeliana ai Giochi invernali.