Spara al cane e punta il fucile sul padrone: “Ora ammazzo pure te”

Zeus, appena tre anni, è stato giustiziato con due fucilate esplose a bruciapelo dentro la proprietà in cui viveva.

Olbia – Ci sono gesti che non hanno nulla a che vedere con la caccia e tutto a che fare con la pura crudeltà. È quanto si è consumato la mattina dell’8 ottobre nelle campagne di Su Trambuccone, alle porte di Olbia, dove un cane di nome Zeus, appena tre anni, è stato giustiziato con due fucilate esplose a bruciapelo dentro la proprietà in cui viveva. E come se non bastasse, chi ha premuto quel grilletto avrebbe poi puntato l’arma contro il padrone, urlandogli in sardo una frase agghiacciante: “Ti ammazzo!”.

A raccontare quei momenti è lo stesso proprietario, con la voce spezzata dalle lacrime. “Da quattro notti non riesco a dormire – confida a La Nuova Sardegna –. Appena chiudo gli occhi, rivivo l’orrore: quell’uomo che spara al mio cane una prima volta, poi fa tre passi e gli spara ancora, da vicino”. Accanto a lui c’è la compagna. Insieme chiedono una cosa sola: giustizia.

Tutto comincia intorno alle 8.30, in una giornata di caccia. “Avevo chiesto a un cacciatore di allontanarsi dal terreno confinante con il mio. Mi aveva risposto che pagava le tasse venatorie e che era in regola, ma alla fine si era allontanato”. Poco più di un’ora dopo, il dramma. “Avevo appena accompagnato la mia compagna al lavoro ed ero tornato a casa. Zeus era con me, l’ho fatto scendere dalla macchina e sono andato in bagno. A un certo punto ho sentito la voce di un uomo che intimava a Zeus di andarsene, mentre lui abbaiava per difendere il suo territorio. Ha cominciato a lanciargli delle pietre”.

Poi l’epilogo. “Sono uscito dalla finestra e l’ho visto imbracciare il fucile e sparare al mio cane, per poi trascinarlo per le zampe verso un canalone. Mi sono messo a urlare e per due volte mi ha puntato il fucile contro”. Nella corsa disperata verso Zeus, il proprietario sarebbe caduto, riportando alcune ferite: dopo l’accaduto è stato medicato al pronto soccorso, ancora sotto shock.

“Zeus era arrivato a casa quando aveva appena tre mesi – ricorda l’uomo – e in questi tre anni è diventato molto più di un animale da compagnia. Era dolcissimo, affettuoso. Era il nostro angelo“. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno rintracciato il presunto responsabile e lo hanno accompagnato in caserma per gli accertamenti, aprendo un’inchiesta. La carcassa di Zeus è stata sequestrata dall’Asl Gallura per consentire l’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria.

A fianco della famiglia c’è la Lida, l’associazione che gestisce il rifugio I Fratelli Minori, guidata da Cosetta Prontu. In un durissimo post sui social parla di “un cane giustiziato con due fucilate esplose a bruciapelo” ed elenca le ipotesi di reato da valutare: “Uccisione crudele di animale, tentato occultamento di cadavere, minaccia di morte aggravata dall’uso di armi da fuoco, lesioni e violazione di domicilio a mano armata“.

L’associazione chiede anche l’abrogazione dell’articolo 842 del Codice civile, che disciplina l’accesso dei cacciatori ai fondi altrui, e invoca “la revoca immediata del porto d’armi e la confisca di tutte le armi” in possesso dell’uomo. “Non faremo un solo passo indietro – è la promessa – finché chi ha premuto quel grilletto non avrà pagato tutto”.