Compra beni di lusso per 27mila euro, ma non li dichiara

Fermata in aeroporto una viaggiatrice che aveva con sé borse, gioielli, scarpe e abiti firmati acquistati in Norvegia.

Bergamo – Durante i quotidiani controlli sul crescente numero di passeggeri in transito presso lo scalo aeroportuale “Il Caravaggio”, nel mese di settembre, i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Orio al Serio – grazie al supporto del canale della cooperazione internazionale curato dal Comando Generale del Corpo – hanno smascherato una cittadina di origine cinese, residente a Milano, che in arrivo da Oslo tentava di introdurre nel territorio nazionale beni di lusso del valore di oltre € 27.000, senza aver presentato prima la prevista dichiarazione doganale.

Nell’ambito del monitoraggio delle rotte notturne in arrivo all’aeroporto di Orio al Serio non è passato inosservato alle Fiamme Gialle e ai funzionari doganali l’atteggiamento sospettoso e guardingo della viaggiatrice la quale, dopo aver varcato la linea doganale ed aver imboccato la corsia del “nulla da dichiarare” in uscita dalla sala degli arrivi internazionali, è stata tempestivamente fermata dai finanzieri e dai funzionari, per un controllo doganale.

Durante l’ispezione delle due valigie, sono stati rinvenuti 10 beni di lusso di una nota casa di moda francese, acquistati presso la relativa boutique di Oslo al prezzo di oltre 300.000 corone norvegesi. La merce – tra cui abbigliamento, scarpe, gioielli e borse – era ancora imballata e riposta all’interno delle confezioni di acquisto.

Secondo quanto dichiarato dalla passeggera, i prodotti sarebbero stati acquistati attraverso i risparmi di anni di lavoro. La viaggiatrice, imprenditrice nel settore delle pulizie, era partita solo due giorni prima dall’aeroporto di Orio al Serio per la Norvegia, appositamente per dedicarsi allo shopping di lusso.

Dall’analisi dei documenti commerciali rinvenuti, i finanzieri della Compagnia di Orio al Serio e i funzionari doganali hanno ricostruito il valore dei capi di lusso, pari a € 27.558, importati in contrabbando in Italia, con una conseguente evasione di IVA e di dazi doganali per oltre € 6.400. Infatti, secondo la normativa vigente, l’obbligo di dichiarare i beni in dogana scatta quando si fa rientro in Italia o in un altro Paese dell’Unione Europea provenendo da un Paese Terzo, e l’importo dei prodotti introdotti alla frontiera supera la franchigia dei 430 euro.

Accertata la condotta di illecito per omessa dichiarazione sotto la soglia di rilevanza penale, oltre al pagamento dei diritti doganali è stata elevata una sanzione amministrativa per oltre 1.200 euro nei confronti della donna e gli articoli da boutique sono stati sottoposti a sequestro amministrativo.