NOVATE MILANESE – AZIENDA SCARICAVA DI FRODO REFLUI NELLA FOGNATURA PUBBLICA

I reati ambientali sono in continua ascesa ma anche il contrasto delle forze dell'ordine è diventato efficiente e continuo. Nei guai dirigenti di una ditta di Novate Milanese: denunciati per reati ecologici.

Novate Milanese – Avevano installato un impianto di frodo per scaricare i reflui industriali nella fognatura pubblica, nei guai i dirigenti di una ditta galvanica. I carabinieri del gruppo Forestale di Garbagnate Milanese, coordinati dal pool ambiente della Procura di Milano, hanno perquisito e sequestrato gli impianti di una ditta artigianale operante nel mercato della lavorazione dei metalli. A capo delle indagini c’è il sostituto procuratore Mauro Clerici, magistrato molto conosciuto anche per la sua attività d’indagine sull’Ilva.

Già nel 2019 il personale dell’ente gestore del servizio idrico, supportato da quello di Arpa Lombardia aveva effettuato un primo controllo: i tecnici avevano prelevato campioni dei rifiuti liquidi immessi nello scarico. A seguito di analisi i liquidi presentavano elevate concentrazioni di metalli pericolosi. Con l’odierna operazione di polizia i militari hanno scoperto che la ditta aveva realizzato uno scavo profondo cosi da raggiungere la fognatura dove poi avevano installato uno scarico abusivo dei reflui.

Scaricavano di frodo nelle fogne pubbliche

Ma non solo: forse per evitare di pagare una ditta specializzata nello smaltimento di rifiuti pericolosi, i titolari erano riusciti anche a realizzare un altro sistema di scarico amovibile capace di deviare i reflui verso la rete fognaria pubblica, che ora risulta danneggiata con conseguente dispersione dei liquidi nel terreno circostante.

“…La rete fognaria – spiega il maresciallo Giovanni Pica non si collega al sistema dell’acqua potabile, quindi non ci sono rischi in tal senso. Durante l’accertamento abbiamo usato moderni strumenti di video ispezione che ci hanno restituito in tempo reale le immagini dell’interno dei condotti. Sono comunque ancora in corso tutta una serie di indagini ed accertamenti che ci permetteranno di dare informazioni più precise anche alla cittadinanza…”. Ad oggi gli impianti abusivi sono stati posti sotto sequestro, unitamente a documentazione probatoria.

Proprio perché le indagini sono ancora in corso i militari non riferiscono il nome dell’impresa, né dei suoi titolari che sono stati denunciati, a piede libero, per scarico abusivo di sostanze pericolose, danneggiamento e omessa comunicazione di eventuale contaminazione.

 

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