Nordio rassicura i penalisti: “La separazione delle carriere è rallentata ma si farà”

Il Guardasigilli interviene all’Anno giudiziario delle Camere penali e conferma la riforma che coinvolge giudici e pm, ma dopo il premierato.

Roma – Dopo tre giorni di astensione l’Unione camere penali ha un ‘faccia a faccia’ seppure da remoto con il ministro della Giustizia Carlo Nordio. L’occasione è la celebrazione dell’Anno giudiziario dei penalisti a Roma, nella cornice del Teatro Eliseo. Nordio irrompe in collegamento telefonico sulla platea che discute del sistema carcerocentrico, degli istituti che scoppiano, dell’escalation di suicidi in cella e delle garanzie nel processo. Il titolo della cerimonia è emblematico: “Il processo come ostacolo, il carcere come destino. Difendere le garanzie dell’imputato e la dignità del condannato secondo Costituzione.

L’avvocatura è una parte essenziale della cultura della giurisdizione, ha detto il Guardasigilli, una “cultura che, se intesa sotto il profilo della dialettica processuale, è un tavolo a tre gambe dove accusa, difesa e giudice terzo e imparziale devono avere la stessa dignità“. E a questo punto Nordio tira fuori dal cilindro la battaglia delle battaglie delle Camere penali: “Questo ci porta a considerare la separazione delle carriere – che va fatta bene, con una revisione costituzionale e del Consiglio superiore della magistratura- come compimento del processo accusatorio, voluto da Giuliano Vassalli”.

Il presidente dell’Unione Camere penali Francesco Petrelli

E va ancora oltre: “La separazione delle carriere è nel nostro programma di governo, si farà. Per farla bene serve una revisione costituzionale e una radicale revisione del Csm, invece se fatta con legge ordinaria non si
ottengono gli stessi risultati”, ha spiegato. “La scelta politica del governo è stata quella di dare la preminenza
al premierato, siccome le due riforme non possono viaggiare insieme la separazione delle carriere è posticipata ma non di molto. Non attenderemo l’esito del premierato”, ha assicurato. “Politicamente si
è deciso che il premierato è una priorità, siccome sarà molto probabilmente soggetta a referendum accorpare i due referendum potrebbe creare confusione e vulnerare entrambe le proposte”.

E questa, ha chiarito il Guardasigilli, è “l’unica ragione per cui la separazione delle carriere è rallentata, evitare la concomitanza dei due referendum”. E alla domanda del presidente dell’Unione delle camere penali,
Francesco Petrelli, se la proposta del governo si discosterà da quella che i penalisti hanno depositato in Parlamento, il ministro ha risposto che “potrebbe essere molto simile”.

Proprio i penalisti, nel 2017, raccolsero oltre 70mila firme di cittadini su questo tema che è da sempre, governo dopo governo, terreno di scontro e resistenze. La legge di riforma costituzionale di iniziativa popolare per la realizzazione della separazione delle carriere, promossa dall’Unione delle Camere Penali ha accelerato un percorso parlamentare più volte costretto a uno stop and go.

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