Niscemi, il sindaco Conti a processo per induzione indebita

Rinviati a giudizio il primo cittadino e altri sei imputati. Secondo l’accusa, tra 2019 e 2020 avrebbero fatto assumere cinque persone nella società che gestiva le mense.

Caltanissetta – Il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti dovrà affrontare un processo per induzione indebita. Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Gela ha disposto il rinvio a giudizio per il primo cittadino e altri sei imputati coinvolti nella vicenda delle presunte assunzioni pilotate nella società che gestiva le mense scolastiche del comune. Il processo inizierà a luglio.

Secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri, tra il 2019 e il 2020 Conti avrebbe sfruttato il proprio ruolo istituzionale, insieme all’ex presidente del consiglio comunale Fabio Bennici, per far assumere almeno cinque persone nella società Siristora, che all’epoca gestiva il servizio di refezione scolastica del comune di Niscemi. L’ipotesi di reato contestata è quella di induzione indebita, che prevede l’abuso della posizione di potere per costringere o indurre qualcuno a dare o promettere utilità non dovute.

Oltre al sindaco e all’ex presidente del consiglio comunale, dovranno rispondere delle stesse accuse anche i referenti della società Siristora: Giovanni Maugeri, Rosario Sortino e Giacomo Filetti. Sono stati rinviati a giudizio anche il consulente tecnologo Vincenzo Sorce e l’ispettore sanitario Vincenzo Cascino, accusati di aver fatto da tramite per facilitare le assunzioni contestate. Per quest’ultimo il gup ha disposto l’assoluzione dall’accusa di aver esercitato senza autorizzazione l’attività di tecnico della prevenzione.

Conti ha respinto le accuse dichiarandosi estraneo ai fatti. “Ci difenderemo in tribunale. Non capisco come avrei potuto indurre indebitamente. Sono sempre sereno e a disposizione della magistratura”, ha dichiarato il primo cittadino subito dopo la decisione del giudice. “In questa fase delicata per la città, che sta affrontando l’emergenza frana, sono certamente dispiaciuto. Ma non ho fatto nulla”, ha aggiunto, riferendosi alla grave situazione che ha colpito Niscemi nelle ultime settimane.

La vicenda giudiziaria si intreccia con un momento drammatico per la comunità di Niscemi. Il comune è infatti alle prese con le conseguenze della devastante frana che ha costretto oltre 1.500 persone ad abbandonare le proprie abitazioni. Proprio Conti è stato recentemente nominato soggetto attuatore degli interventi a favore dei residenti sfollati, con il compito di coordinare l’assistenza alla popolazione e la distribuzione dei contributi economici alle famiglie colpite.

Il sindaco ha ricevuto questa nomina direttamente dal presidente della Regione Sicilia Renato Schifani, che ricopre il ruolo di commissario per l’emergenza. La Regione ha messo a disposizione sedici alloggi per le famiglie sfollate e stanziato fondi straordinari per affrontare la crisi. In questo contesto il rinvio a giudizio rappresenta un elemento di ulteriore difficoltà per l’amministrazione comunale, già impegnata nella gestione di una situazione di emergenza senza precedenti.

Le indagini che hanno portato al rinvio a giudizio hanno ricostruito una presunta rete di relazioni tra amministratori comunali, consulenti e responsabili della società privata, finalizzata a forzare assunzioni che altrimenti non sarebbero avvenute. Sarà ora il processo a stabilire se effettivamente ci siano state condotte illecite e quali responsabilità individuali emergano dalle prove raccolte.

L’udienza dibattimentale è fissata per luglio.