La madre è stata denunciata, il compagno arrestato per spaccio. La coppia era già indagata per la morte di un altro figlio, nato e deceduto in casa senza assistenza medica.
Roma – Si definivano guaritori. Praticavano ipnosi e “terapia del dolore”, una forma di medicina olistica incentrata su corpo, mente e spirito. Sui social dispensavano consigli sulla salute e sull’educazione dei figli, invitando a tenerli “lontani dal sistema” e a sostituire farmaci e pillole con l’ascolto del proprio corpo. Sono la madre trentunenne e il compagno quarantanovenne di nazionalità romena al centro della vicenda del neonato di quindici giorni trovato in gravi condizioni in un appartamento di Pietralata, a Roma.
Il bambino è stato trovato denutrito, in un ambiente sporco, circondato da rifiuti e droga. Ora è fuori pericolo. La madre è stata denunciata; il compagno, che in passato gestiva un negozio di cannabis light in zona Tiburtina, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio. Nel corso della perquisizione dell’appartamento, gli agenti della polizia locale di Roma Capitale, coordinati dalla Procura della Repubblica per i minori, hanno sequestrato marijuana e hashish con una concentrazione di principio attivo del 18 per cento, per un valore stimato tra i 60mila e i 70mila euro. L’uomo è attualmente ai domiciliari, con processo fissato per maggio.
La coppia è già coinvolta in un procedimento per omicidio colposo per la morte di un altro figlio, nato nel 2025 e deceduto pochi giorni dopo per meningite fulminante e infezione polmonare, conseguente all’ingestione di liquido amniotico. In quel caso la donna aveva partorito in casa, senza alcuna assistenza medica.
Per questo secondo figlio il parto era avvenuto regolarmente all’ospedale Sandro Pertini, ma la madre aveva firmato le dimissioni volontarie, facendo rientro a casa con il neonato. Una scelta che aveva innescato segnalazioni e controlli, portando alla luce le condizioni in cui il bambino era costretto a vivere.