Neonato circonciso sul tavolo da cucina

I Nas hanno denunciato un chirurgo 63enne che ha operato il piccolo, provocandogli lesioni ancora in fase di accertamento.

Brescia – Un intervento di circoncisione finito male, eseguito lontano da qualsiasi struttura sanitaria autorizzata, è al centro di un’indagine dei carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni di Brescia. A finire nel mirino degli investigatori è un cardiologo di 63 anni, da tempo residente in Italia, che avrebbe operato un neonato sul tavolo della cucina dei genitori anziché in un ambulatorio o in ospedale. Il piccolo ha riportato lesioni le cui cause sono attualmente al vaglio degli accertamenti sanitari.

Una giovane coppia di origini pakistane aveva deciso di far circoncidere il proprio figlio appena nato, seguendo una pratica prevista dalla propria tradizione religiosa. Per l’operazione i genitori si erano rivolti privatamente a un medico chirurgo, segnalato loro da alcuni parenti, senza però passare attraverso una struttura sanitaria autorizzata a eseguire interventi di questo tipo.

È proprio la scelta di operare il neonato in un contesto domestico, sul tavolo della cucina, ad aver attirato l’attenzione dei militari del Nas, che hanno avviato le verifiche dopo aver appreso delle complicazioni riportate dal bambino. Al chirurgo sono stati contestati due distinti profili di responsabilità: il reato di lesioni colpose e l’esecuzione di un intervento chirurgico in una struttura non autorizzata, quest’ultima violazione di natura amministrativa che comporta una sanzione pecuniaria di trentamila euro.

Gli accertamenti sulle condizioni del neonato e sulle cause delle lesioni riportate sono tuttora in corso.