L’accusa per l’operatore della Croce Rossa è di omicidio volontario premeditato. Emerge un possibile legame con un’agenzia di pompe funebri.
Forlì – Un’inchiesta dal contorno inquietante scuote Forlì. Luca Spada, 27 anni, autista della Croce Rossa, è indagato per omicidio volontario continuato, aggravato dalla premeditazione e commesso mediante iniezione di sostanze venefiche. I Nas hanno sequestrato otto cartelle cliniche di anziani morti in maniera sospetta durante o subito dopo un trasporto in ambulanza. Le presunte vittime, tre donne e cinque uomini, con un’età compresa tra i 69 e i 98 anni, sarebbero tutte decedute nel corso di trasferimenti ospedalieri sui quali era presente anche Spada.
La Procura di Forlì, guidata dal procuratore Enrico Cieri e dal Pm Andrea Marchini, sta ora valutando di disporre la riesumazione di almeno altre quattro salme per sottoporle ad esame medico legale. Tra le ipotesi investigative figura quella che i decessi siano stati provocati per embolia, mediante iniezione di ossigeno. L’esame della valigetta di materiale medico sequestrata a bordo dell’ambulanza è stata affidata ai Ris e fissato per il 18 marzo.
A complicare il quadro emerge un dettaglio che potrebbe aprire nuovi scenari investigativi: Spada avrebbe collaborato, oltre che come autista e come lavoratore in una piadineria, anche con un’agenzia di onoranze funebri. Una circostanza che, se confermata, fornirebbe agli inquirenti una pista concreta sul movente. La titolare dell’agenzia smentisce però qualsiasi rapporto professionale: “È solo un amico di famiglia”, ha dichiarato.
Sul piano operativo, gli inquirenti stanno analizzando i filmati delle telecamere installate sui mezzi, anche se secondo alcune fonti l’indagato se ne sarebbe accorto rapidamente, limitandone l’utilità. Uno degli episodi che avrebbe insospettito i colleghi riguarda una circostanza in cui Spada, alla guida del mezzo, avrebbe chiesto al soccorritore di scambiare il posto con lui, per poter restare solo con il paziente nel vano posteriore.
Spada respinge ogni accusa e, tramite la sua legale Gloria Parigi, chiede di essere ascoltato al più presto dagli investigatori.