Gli investigatori mantengono il massimo riserbo e non escludono altre piste: disposti accertamenti per chiarire le cause del decesso.
Roma – I genitori di Claudio Carlomagno, l’uomo che ha ammesso le proprie responsabilità nel femminicidio di Federica Torzullo, sono stati trovati senza vita all’interno della loro abitazione. Secondo le prime valutazioni investigative, l’ipotesi ritenuta più probabile è quella del suicidio, ma gli inquirenti mantengono il massimo riserbo e non escludono altre possibilità. Sono stati disposti accertamenti tecnici per chiarire con precisione le cause del decesso.
Il ritrovamento arriva a distanza di poche settimane da un delitto che ha profondamente scosso l’opinione pubblica. Carlomagno, imprenditore, è detenuto con l’accusa di omicidio aggravato dopo aver confessato l’uccisione della moglie, avvenuta in un contesto di forte tensione familiare legata alla separazione e alla gestione del figlio minorenne. Il corpo della donna era stato nascosto e ritrovato solo dopo giorni, dando il via a un’indagine complessa e ancora non del tutto conclusa.
Nonostante la confessione, gli investigatori hanno ritenuto necessario chiarire alcuni passaggi ancora oscuri della vicenda. Tra questi, la presenza del padre nei pressi dell’abitazione subito dopo il delitto, circostanza che necessita di ulteriori riscontri, e i dati emersi dai tracciamenti e dalle verifiche tecniche, che segnalerebbero la possibile presenza di un’altra persona intorno alle 14.17, orario compatibile con il rientro di Carlomagno in casa. Questi elementi, ritenuti rilevanti dagli inquirenti, continuano a essere oggetto di approfondimenti investigativi.
I genitori dell’uomo, ora deceduti, avrebbero dovuto essere ascoltati per contribuire a chiarire alcuni passaggi della ricostruzione. In particolare, gli accertamenti si sono concentrati su movimenti e presenze registrate nelle ore successive al delitto, che necessitano ancora di una piena spiegazione.
Le forze dell’ordine stanno ora ricostruendo le ultime ore di vita dei due anziani, raccogliendo testimonianze di familiari, conoscenti e vicini di casa, per comprendere se vi fossero segnali di disagio o circostanze rilevanti. In attesa dei risultati degli esami disposti dalla Procura, la loro morte resta avvolta da interrogativi e contribuisce ad ampliare l’ombra su una vicenda già segnata da dolore, silenzi e molte domande ancora aperte.