Dopo mesi di violazioni e nuovi episodi di aggressione allo zio, il quarantenne è stato rintracciato e portato in carcere.
Arezzo – La polizia ha dato esecuzione all’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere nei confronti di un quarantenne italiano per i reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione.
In particolare, dopo una prima denuncia presentata presso gli uffici della Questura di Arezzo dallo zio dell’indagato, per una serie di condotte vessatorie e violente commesse dal nipote nei suoi confronti e dopo le indagini condotte dalla squadra mobile su delega della locale Procura della Repubblica, il Gip, su richiesta del Pm, applicava all’indagato, nel dicembre 2025, la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Arezzo, in quanto, in plurime occasioni, si rendeva autore di reiterate richieste di denaro accompagnate da urla, ingiurie, minacce di morte e, in taluni casi, da percosse e lesioni nei confronti dello zio, venendo così ritenuto soggetto altamente pericoloso ed in grado di reiterare la condotta criminosa.
La misura applicata, con l’allontanamento dell’uomo dalla città di Arezzo, veniva ritenuta idonea a recidere i collegamenti tra l’indagato e la vittima, soprattutto al fine di tutelare l’incolumità fisica dello zio, soggetto anziano e fragile, destinatario da tempo delle ormai insostenibili richieste estorsive da parte del nipote.
Tuttavia nel corso di questi primi mesi del 2026 emergevano reiterate violazioni della misura cautelare in atto, con diversi interventi effettuati dalle volanti della Questura di Arezzo, in occasione di nuove incursioni effettuate dall’indagato presso l’abitazione dello zio, ad Arezzo, con altre richieste di denaro, danneggiamenti, ingiurie, minacce e percosse poste in essere dall’uomo nei confronti della vittima.
La violazione sistematica della misura cautelare in atto e la commissione di nuovi episodi estorsivi testimoniava, quindi, non solo l’inidoneità del divieto di dimora a contenere la pericolosità sociale dell’indagato, così come a prevenire il rischio di reiterazione di nuove condotte criminose nei confronti dello zio, ma soprattutto rappresentava un serio indice di aggravamento delle esigenze cautelari.
Veniva così disposta la misura della custodia cautelare in carcere, l’unica ritenuta idonea dal giudice, al fine di garantire un’adeguata tutela alla vittima contro le reiterate condotte vessatorie e violente poste in essere dal nipote, totalmente incurante delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria, nei confronti dello zio.
L’indagato, tuttavia, consapevole del provvedimento emesso a proprio carico si rendeva irreperibile al fine di sottrarsi alla cattura. Nei suoi confronti veniva emesso decreto di latitanza lo scorso 10 marzo.
Nella giornata di ieri, a seguito dell’attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile della Questura di Arezzo, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, l’uomo veniva individuato presso un giaciglio di fortuna ricavato all’interno di un centro commerciale alle porte di Firenze.
Una volta assicurato dagli operatori di Polizia veniva condotto presso gli uffici della squadra mobile di Firenze, per la stesura degli atti di rito, dopodiché veniva tradotto presso la casa circondariale di Sollicciano, a disposizione dell’autorità giudiziaria.