Il segretario di UGL Salute Puglia sottolinea che la richiesta di restituzione è ingiusta e mette a rischio la medicina di base.
Roma – Negli ultimi giorni la Regione Puglia ha avviato un provvedimento gravissimo nei confronti dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, chiedendo la restituzione di somme già percepite negli anni passati, per un importo medio di circa 70.000 euro per ciascun professionista.
Una richiesta che UGL Salute Puglia giudica folle, ingiusta e inaccettabile, sia nel merito sia nelle modalità con cui è stata comunicata: una semplice email inviata durante le festività di fine anno, senza alcun confronto preventivo con le organizzazioni sindacali. Un atto che ha generato immediatamente allarme e profonda preoccupazione tra i professionisti sanitari, già messi a dura prova da carichi di lavoro crescenti e da una cronica carenza di risorse.
“Siamo di fronte a un provvedimento apertamente antisindacale – dichiara Giuseppe Mesto, Segretario Regionale di UGL Salute Puglia – adottato unilateralmente dalla Regione Puglia, che incide su diritti economici acquisiti senza alcuna concertazione e senza assumersi la responsabilità delle proprie incertezze normative”.
È fondamentale chiarire che non si tratta di nuove indennità o aumenti retributivi, bensì della pretesa di recuperare somme già erogate e legittimamente percepite dai medici sulla base di una successiva e discutibile interpretazione giuridica. Una scelta che scarica sui singoli professionisti le conseguenze di ambiguità amministrative e interpretative non imputabili a chi ha svolto correttamente il proprio lavoro.
Questo episodio mette in evidenza criticità strutturali profonde nel rapporto tra istituzioni e professionisti sanitari: l’assenza di un reale dialogo sindacale su decisioni che incidono direttamente sui redditi, la persistente incertezza normativa sui fondi destinati alla medicina di base e il rischio concreto di colpire economicamente una categoria già allo stremo, con inevitabili ricadute sulla qualità dell’assistenza ai cittadini.
“I medici di base – prosegue Mesto – non possono essere trattati come un bancomat a cui attingere quando la politica e l’amministrazione si accorgono, a distanza di anni, di presunti errori. Devono essere sostenuti e valorizzati, non penalizzati”.
La medicina di base rappresenta un pilastro fondamentale del Servizio Sanitario Nazionale: garantisce prevenzione, continuità assistenziale, presa in carico delle cronicità ed è il primo presidio di sanità territoriale per milioni di cittadini.
UGL Salute Puglia chiede con forza l’apertura immediata di un confronto con le organizzazioni sindacali, una ricognizione chiara e trasparente dei fondi e dei criteri di calcolo adottati e la garanzia che nessun professionista venga penalizzato economicamente per scelte amministrative non imputabili alla propria responsabilità.
UGL Salute Puglia continuerà la propria azione con determinazione per difendere i diritti dei medici di base e per garantire un sistema sanitario fondato sul rispetto dei professionisti e sulla qualità dell’assistenza ai cittadini.