Meccanico muore schiacciato dall’auto che stava riparando

Paolo Rioli, 45 anni, è stato trovato sotto una Range Rover ribaltata. Nessun testimone dell’incidente.

Reggio Emilia – Un pomeriggio di lavoro come tanti altri, tra chiavi inglesi e motori da rimettere in sesto, si è trasformato in una tragedia senza ritorno. Paolo Rioli, meccanico di 45 anni residente a Palagano, nel Modenese, è morto schiacciato dall’auto a cui stava lavorando nell’officina RiverCar di Ponte Secchia, piccola frazione lungo la valle del Secchia, nel comune di Baiso. Un incidente fulminante, consumatosi nel silenzio di un capannone dove nessuno ha potuto assistere al momento fatale. Quando i colleghi lo hanno trovato sotto una Range Rover ribaltata, per “Paolino” – come tutti lo chiamavano – non c’era già più nulla da fare.

L’allarme è scattato tra le 16 e le 16.30 di mercoledì 24 giugno. Sul posto si è riversata una macchina di soccorso imponente: l’elisoccorso di Pavullo, l’ambulanza della Croce Rossa di Toano, l’automedica e i vigili del fuoco di Castelnovo Monti, che hanno dovuto liberare il corpo dell’uomo rimasto incastrato sotto il veicolo. Ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano: il 45enne sarebbe deceduto sul colpo, schiacciato dal peso del mezzo che, per ragioni ancora da chiarire, si era ribaltato mentre veniva riparato.

La dinamica dell’incidente resta al vaglio dei carabinieri della stazione di Toano e degli ispettori del Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’Ausl di Scandiano, intervenuti immediatamente per i rilievi. L’area dell’officina è stata posta sotto sequestro e la magistratura è stata informata. La salma di Rioli è stata affidata alla Medicina Legale e successivamente trasferita a Palagano, paese di residenza della vittima.

Paolo lavorava da anni come riparatore di auto e moto in quell’officina lungo la fondovalle. Era un uomo stimato e conosciuto in tutta la comunità dell’Appennino modenese e reggiano, uno di quelli che non si tirano mai indietro. Il sindaco di Palagano, Fabio Braglia, ha espresso pubblicamente il cordoglio dell’amministrazione, così come i sindaci di Baiso e Carpineti, presenti sul luogo durante gli accertamenti.

Sui social network si è riversata un’ondata di messaggi strazianti: “Ciao Paolino, non ti dimenticheremo mai. Eri la persona migliore del mondo, hanno scritto amici e parenti, dando voce a un dolore che ha travolto chi lo conosceva. Un’altra vita spezzata sul lavoro, un’altra famiglia distrutta in un pomeriggio qualunque. E una domanda, sempre la stessa, che resta appesa tra le lamiere di quell’officina: si poteva evitare?