L’indagine ha permesso di ricostruire il giro di forniture e smercio di stupefacenti. Sequestrati strumenti per il confezionamento.
Udine – Con un dispiegamento di forze di oltre 180 militari coordinati dalla Guardia di Finanza, è scattata nella mattinata del 28 luglio la vasta operazione di polizia denominata Change the Music, culminata con l’esecuzione di 24 misure restrittive della libertà personale nei confronti di soggetti per lo più residenti nella bassa friulana, ritenuti essere appartenenti a un’associazione criminale dedita alla commissione di reati di traffico di sostanze stupefacenti.
I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Trieste all’esito di un’articolata e complessa indagine diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia del Capoluogo Giuliano ed eseguita dai finanzieri del Gruppo di San Giorgio di Nogaro, grazie alla quale è stato possibile far luce sul rilevante traffico di sostanze stupefacenti in vari comuni delle province di Trieste, Udine e Gorizia. I delitti contestati riguardano l’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, di cui agli articoli 73 e 74 del D.P.R. 309/90, con le aggravanti dell’essere l’organizzazione criminale composta da più di dieci partecipanti dediti all’assunzione di stupefacenti, alcuni dei quali armati. Le misure restrittive della libertà personale giungono al termine di complesse investigazioni sviluppate mediante indagini finanziarie e attività tecniche condotte in parallelo ai più tradizionali servizi di osservazione dinamica degli indagati. Nel corso delle indagini condotte dai finanzieri erano già stati arrestati e tradotti in carcere per i medesimi reati altri 8 soggetti.
Le investigazioni di polizia, in linea con le direttive emanate dal Comando Regionale della Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia, sono il frutto dell’attività di intelligence del Reparto che, operante sul territorio, è riuscito a valorizzare le informazioni fornite dalla cittadinanza.
L’associazione criminale di tipo piramidale, vedeva a capo un soggetto di nazionalità slovena di forte levatura criminale, attualmente detenuto in carcere fuori dell’Italia, già noto alle forze dell’ordine per essersi macchiato di reati per droga e di omicidio, per il quale ha già scontato 16 anni. Le regole di ingaggio dettate dal vertice dovevano essere puntualmente osservate da tre indagati, tutti di nazionalità italiana e poco più che ventenni, che nel loro ruolo di promotori e organizzatori di ciascun gruppo dagli stessi capeggiato, avevano suddiviso il territorio in piazze di smercio che gestivano in maniera autonoma.
Alla capillare distribuzione delle sostanze stupefacenti provvedevano altri affiliati (cavalli), alcuni dei quali giovanissimi, con compiti che, in base al grado di incondizionata sudditanza psicologica ai rispettivi capi del territorio ed indiscussa affidabilità acquisita nel tempo, potevano prevedere la gestione e la raccolta del denaro, la partecipazione ad incontri con i livelli gerarchici superiori e la condivisione di alcune informazioni sulle modalità di esecuzione dei traffici illeciti.
Ulteriori sodali reclutati nell’associazione criminale, posti al di fuori dei tre livelli gerarchici, erano adibiti alla custodia delle sostanze stupefacenti, alla pesatura e suddivisione in parti nonché, nella veste di “chimici” del gruppo di appartenenza, alla miscelazione con additivi (bicarbonato) e al taglio delle droghe per accrescerne il valore economico di mercato.
Il livello di pericolosità raggiunto dall’organizzazione è testimoniato dalla varietà delle sostanze stupefacenti smerciate, quali hashish, marijuana, cocaina, estratti oleosi di cannabis oppure la micidiale e ricercata cocaina rosa, comunemente chiamata droga delle feste e dello sballo, che si compone di un pericoloso cocktail di sostanze stupefacenti sintetiche dagli effetti dannosi e imprevedibili.
Nel loro vivere quotidiano i giovani indagati mantenevano un tenore di vita nettamente sproporzionato rispetto alle possibilità economiche dichiarate, ostentando anche pubblicamente i facili guadagni ottenuti e non lesinando spese per viaggi all’estero o vacanze in rinomati luoghi di villeggiatura. I modelli idiomatici ricorrenti a cui si ispiravano erano personaggi di serie televisive che esaltano figure criminali ovvero cantanti di musica trap che nei testi inneggiano la violenza, l’uso delle armi e l’assunzione delle sostanze stupefacenti. La devozione verso questi ultimi era tale da spingere alcuni sodali a realizzare e pubblicare video musicali con contenuti espliciti relativi all’uso delle sostanze stupefacenti.
Al termine delle attività sono state eseguite 24 ordinanze di custodia cautelare nei confronti degli appartenenti al sodalizio criminale, delle quali 9 in carcere con traduzione dei soggetti nelle case circondariali di Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine e Treviso, 14 agli arresti domiciliari con applicazione dei dispositivi elettronici di controllo e divieto di comunicazione con persone diverse dai familiari conviventi ed 1 con obbligo di dimora, con prescrizione di non allontanarsi dal Comune di residenza senza autorizzazione della magistratura. Nell’ambito della stessa indagine erano già stati sottoposti ad arresto 8 soggetti per i medesimi reati di traffico di sostanze stupefacenti. Complessivamente sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro circa 11 kg di hashish, quasi 17 kg di marijuana, oltre 6 kg tra cocaina bianca, rosa e nera, 1,5 kg di sostanze da taglio e droghe sintetiche, materiale vario occorrente per la pesatura e il confezionamento in dosi delle sostanze stupefacenti nonché telefonini, sim card e 4 scanner anti-intercettazione. Sono stati anche rinvenuti 2 revolver con cartucce e silenziatori, 4 pistole a salve, numerosi coltelli, 2 katane, 1 machete ed altri strumenti atti ad offendere quali taser ed 1 balestra da tiro.
Oltre ai riscontri avuti dai sequestri, grazie alle conversazioni intercettate, spesso molto chiare ed esplicite, è stato possibile ricostruire forniture e smercio dello stupefacente per oltre 800 kg, per un giro di affari per decine di milioni di euro.