Madre ostacola il rapporto padre‑figlio: dovrà risarcire 70mila euro all’ex

Denigrazioni e condotte ostative hanno compromesso il legame genitoriale, con gravi conseguenze sul minore.

Venezia – Una sentenza del tribunale di Venezia, confermata dalla Suprema Corte il 7 gennaio 2026, ha stabilito un risarcimento complessivo di circa 70mila euro a carico di una donna che ha impedito al figlio di mantenere una relazione con il padre.

La coppia si era unita in matrimonio nel 2011 e aveva avuto un bambino due anni dopo. Quando l’unione è naufragata dopo più di dieci anni, l’uomo ha chiesto la separazione davanti al giudice, dando avvio a una battaglia legale che si è protratta per quattro anni.

Secondo quanto emerso durante le indagini processuali, la donna avrebbe sistematicamente denigrato l’ex coniuge davanti al minore, creando una frattura insanabile nel rapporto genitoriale. Come sottolinea Stefano Marrone, legale dell’uomo, la situazione ha avuto ripercussioni devastanti dal punto di vista emotivo e psicologico per il bambino, che ha finito per rifiutare completamente il contatto con il genitore.

L’estate scorsa il giudice ha stabilito che il minore venisse seguito dai servizi sociali per almeno dodici mesi. Questi ultimi hanno ora l’autorità decisionale su aspetti cruciali della vita del ragazzo, dalla cura della salute al percorso scolastico, dalle attività ricreative alla pianificazione degli appuntamenti con il padre. Il piccolo continua a dormire presso l’abitazione materna ma passa le giornate in una struttura specializzata. Gli incontri con il genitore vengono programmati rispettando la volontà e il benessere del bambino.

Oltre al danno principale quantificato in 50mila euro, la sentenza prevede una multa giornaliera di 30 euro per ogni mancato rispetto delle regole stabilite dal tribunale. A questo si aggiungono le spese processuali accumulate nei diversi gradi di giudizio, facendo lievitare il totale dovuto fino a sfiorare i 70mila euro dopo che la Cassazione ha bocciato definitivamente l’appello avanzato dai legali della donna.