Madonna di Trevignano, il Consiglio di Stato ha detto stop: basta raduni sul pratone

Dopo il Tar anche il massimo organo della giustizia amministrativa conferma la posizione del Comune: uso abusivo dei terreni agricoli come sito di incontro e preghiera.

Trevignano Romano – Gisella Cardia per una volta c’ha preso, anche se avrebbe preferito sbagliarsi. In uno degli ultimi raduni organizzati sul cosiddetto “pratone delle apparizioni”, aveva predetto ai (pochi) fedeli giunti ad ascoltarla che presto ci sarebbe stata una nuova catastrofe. Gisella evocando il Covid lasciò intendere che si sarebbe abbattuta sull’umanità una diversa pandemia, ma evidentemente la pretesa sintonia della sedicente santona con la Madonna di Trevignano, della quale si era fatta portavoce, aveva già cominciato ad affievolirsi. Vuoi per la scomunica della Chiesa, vuoi per i troppi guai giudiziari, il messaggio le è arrivato distorto.

Il Consiglio di Stato ha detto stop: basta raduni sul pratone di Trevignano

L’unica catastrofe da registrare, infatti, è quella giudiziaria, che si è abbattuta come uno tsunami sulla stessa Cardia, e sul marito, spazzando via ogni residua velleità della coppia di proseguire, nonostante la contrarietà della Diocesi, a organizzare raduni di fedeli ogni terzo giorno del mese. Almeno per quanto riguarda Trevignano Romano lo sfratto è esecutivo. Gisella dovrà rimuovere le attrezzature e non organizzare più le improprie manifestazioni, pena la perdita del terreno con la confisca in favore del patrimonio comunale. 

Il colpo del ko è arrivato con la pronuncia del Consiglio di Stato che ha dato ragione al Tar, che a sua volta tre giorni fa aveva promosso il provvedimento del Comune di Trevignano inteso a interrompere i raduni perché rappresentavano un uso abusivo dei terreni agricoli come sito di incontro e preghiera.

Mentre cala mestamente il sipario sull’annosa vicenda, Gisella può consolarsi con l’ultima azzeccata predizione: una catastrofe c’è stata, la sua.

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Email
Stampa